DALL'ITALIA07:42 - 31 ottobre 2010

Caso Ruby, le telefonate del premier. Ma il pm non aveva autorizzato l'affido

Agli atti dell’inchiesta della magistratura, la chiamata del 27 maggio scorso che il premier ha fatto al capo di gabinetto della questura di Milano, dove ha dichiarato che la minorenne era la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Ora Silvio dice: «Sono schifato». E Ruby: «Scrivo biografia»

di staff Style.it
<p>Caso Ruby, le telefonate del premier. Ma il pm non aveva
autorizzato l'affido</p>
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Agli atti dell'inchiesta della magistratura, la telefonata del 27 maggio scorso che Silvio Berlusconi ha fatto al capo di gabinetto della questura di Milano, dove il premier ha dichiarato che Ruby era la nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak. Berlusconi non aveva dunque detto il vero sulla reale identità della minorenne marocchina. Inoltre chiedeva che fosse subito affidata al consigliere regionale del Pdl Nicole Minetti. Il testo della telefonata, così come è stato ricostruito dallo stesso funzionario Pietro Ostuni, è agli atti dell'inchiesta, che procede per favoreggiamento della prostituzione nei confronti della stessa Minetti, di Emilio Fede e di Lele Mora. Ma la chiamata di Berlusconi non è stata la sola, quella notte: il caposcorta del premier richiamò il funzionario di polizia. Voleva essere informato dell'evoluzione della vicenda, chiedeva ulteriori chiarimenti. E, come risulta dalla relazione di servizio trasmessa dal questore Vincenzo Indolfi al Viminale, «gli fu risposto che erano ancora in corso accertamenti, come da indicazioni provenienti dal tribunale dei minorenni».

IL FURTO DI RUBY
Le chiamate sono del 27 maggio 2010. In questura a Milano c'è Ruby, 17 anni, marocchina, fermata perché è stata denunciata da una sua amica per il furto di 3.000 euro. Quando le chiedono come mai è a Milano da sola, dice di essere in lite con la sua famiglia che vive a Messina.

NICOLE MINETTI
Qualche minuto prima della mezzanotte la Minetti arriva in via Fatebenefratelli. Le viene spiegato che bisogna attendere il via libera del magistrato di turno al tribunale dei minori, la dottoressa Anna Maria Fiorillo. Nei casi di fermo di un minore, c'è l'obbligo di informare l'autorità giudiziaria del provvedimento e poi di attendere le sue decisioni circa la destinazione dell'indagato. Ed è quanto avviene anche quella sera, così come risulta proprio dalla relazione inviata al ministro dell'Interno Roberto Maroni, come riporta il Corriere. Al consigliere regionale viene comunque concesso di vedere la ragazza. Ruby le va incontro, l'abbraccia, la ringrazia per quanto sta facendo. Alle 2, esattamente otto ore dopo il fermo, la giovane marocchina torna libera.

IL MAGISTRATO FIORILLO
Da chiarire con precisione la posizione del pm dei minori Annamaria Fiorillo, di turno la sera del 27 maggio quando la ragazza venne fermata e portata in Questura a Milano. La Fiorillo non avrebbe autorizzato l'affido di Ruby alla consigliera regionale Nicole Minetti. Lo si apprende da fonti giudiziarie citate dall'agenzia Ansa. Ma Ruby è uscita dalla Questura con la Minetti.

BERLUSCONI SCHIFATO
Questa la ricostruzione. Ora, lo stesso Berlusconi si dice «schifato» per tutto quanto. Ma aggiunge di volere andare avanti con il suo governo.

IL LIBRO DI RUBY
Intanto Ruby fa sapere che, quando sarà maggiorenne, vale a dire domani 1 novembre, comincerà a scrivere un libro su  se stessa e le sue vicende.

 

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