DAL MONDO15:31 - 02 novembre 2010

Mara Carfagna, all'Onu, per condannare la violenza contro le donne

Mara Carfagna, all'Onu, per condannare la violenza contro le donne

di Enrica Brocardo
<p>Mara Carfagna, all'Onu, per condannare la violenza contro le
donne</p>
PHOTO ANTONIO BOLFO - COURTESY OF VANITY FAIR

Il giorno in cui il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna inizia il suo giro di incontri a New York, sulla prima pagina del New York Times c'è un articolo sui due candidati governatori dello Stato di New York, Carl Paladino e Andrew Cuomo, dove si dice che, repubblicani o democratici, per le donne la sostanza non cambia: niente da ridire se fanno da supporter, ma di ottenere incarichi di responsabilità non se ne parla. A destra o a sinistra, geograficamente e politicamente parlando, per le donne la politica resta comunque una strada in salita.

LE MUTILAZIONI AL BANDO
Ma non è di questo che il ministro Carfagna è venuta a discutere nei suoi tre giorni newyorkesi, dal 25 al 27 ottobre. Alle Nazioni Unite, la settimana scorsa, si è celebrato il decimo anniversario dall'approvazione della risoluzione 1.325, che auspicava un maggiore coinvolgimento delle donne «nella prevenzione dei con_ itti, nella gestione delle crisi e nella ricostruzione post-bellica». Un impegno preso anche sulla base del triste principio che sono proprio le donne, assieme ai bambini, a subire le conseguenze peggiori delle guerre. Il compito di Mara Carfagna è rappresentare l'Italia con un discorso al Consiglio generale di sicurezza. E questo è un punto. L'altro riguarda l'impegno preso dal nostro Paese, nello specifico dal ministro degli Esteri Franco Frattini e dalla stessa Carfagna, a ottenere entro fine anno l'approvazione di una riso-luzione del Consiglio di sicurezza nella quale si condanni la pratica delle mutilazioni genitali femminili. Per dirla in breve, si tratta di convincere i governi degli Stati africani ancora contrari alla messa al bando dell'infibulazione a votare a favore. Se questo è il compito, Mara Carfagna ha l'aria di chi ce la sta mettendo tutta per portare a casa un buon voto. E, se possibile, qualcosa in più. «Visto che c'era questo impegno», dice, «ne ho "approfittato" per fissare anche un incontro con Michelle Bachelet». Giusto poche settimane fa l'ex presidente del Cile è stata nominata direttore esecutivo di UN Women, una nuova agenzia nata dall'accorpamento di quattro organismi Onu impegnati in ambiti diversi nella promozione dei diritti delle donne. È il primo degli appuntamenti in agenda e il colloquio, nell'u_ cio della rappresentanza italiana all'Onu, dura poco meno di un'ora. Si parla di violenza sulle donne che, concordano, è il problema prioritario, di lavoro, di imprenditoria femminile e di emergenze sanitarie, ovvero della necessità, nei Paesi in via di sviluppo, di combattere la mortalità da parto e di tutelare la salute di madri e bambini. Il ministro fa domande, spiega che cosa si è fatto in Italia e scherza quando, riportando i dati di una ricerca secondo la quale l'ingresso di centomila donne nel mercato del lavoro comporterebbe un innalzamento di mezzo punto del prodotto interno lordo nazionale, dice che «è un argomento sul quale continuo a litigare con il ministro Sacconi».

Su Vanity Fair n.44/2010

Fonte[ Vanity Fair ]

Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).