DALL'ITALIA16:34 - 02 novembre 2010

Milano, giovane in coma dopo il party di Halloween al Leoncavallo

Il giovane combatte contro un’insufficienza epatica acuta sempre legata, secondo ai medici del Niguarda, all’abuso di sostanze stupefacenti. Il quadro clinico rende necessario un trapianto: e l’allarme per la ricerca di un nuovo fegato è scattato immediatamente. .

di Greta Privitera
<p>Milano, giovane in coma dopo il party di Halloween al
Leoncavallo</p>

Un ragazzo di Lucca di 17 anni è ricoverato a Niguarda in coma cerebrale dopo il veglione di Halloween al Leoncavallo, il Centro Sociale più grande del capoluogo lombardo, per un cocktail di droga e alcol. I medici dicono che è tutta colpa di un  mix di metanfetamine, cannabis e alcolici. È successo sabato notte durante la festa con musica dark, techno ed electro di via Watteau.

Il giovane combatte contro un'insufficienza epatica acuta sempre legata, secondo ai medici del Niguarda, all'abuso di sostanze stupefacenti. Il quadro clinico rende necessario un trapianto: e l'allarme per la ricerca di un nuovo fegato è scattato immediatamente. Ma ieri sera i chirurghi hanno rimandato a stamattina la decisione di entrare in sala operatoria. Tutto dipende dalle condizioni del ragazzo e dalle speranze di una sua ripresa a livello cerebrale.

Con ogni probabilità, la prossima assemblea del Leoncavallo deciderà di abolire la festa di Halloween. «Una serata con troppe anomalie», confessa Daniele Farina, uno dei promotori delle battaglie e delle attività sociali del leoncavallo. Ventisei vigilantes presenti per la sicurezza, un'ambulanza interna e uno staff di psicologi: tutto quasi inutile. Il ragazzo ora combatte tra la vita e la morte; e da via Watteau si sollevano numerosi interrogativi: «È fondamentale sapere se la droga è stata acquistata all'interno o fuori. È assurdo rischiare la pelle per una festa», insiste Farina che auspica l'intervento della Procura per fare chiarezza. «Bisogna far luce sulla dinamica di quanto accaduto». Una cosa è certa: il giovane si sente male a metà della nottata (iniziata alle 23), i soccorritori del 118, chiamati per un altro caso, lo portano fuori dal centro sociale a braccia e decidono subito per un ricovero al Niguarda, dotato di uno dei reparti più all'avanguardia sia per i danni cerebrali sia per i trapianti. «Assumere sostanze stupefacenti è come giocare alla roulette russa. Uno può anche prendere una pillola sola di ecstasy e ritrovarsi in fin di vita». Spiega Riccardo Gatti, alla guida del Dipartimento dipendenze dell'Asl di Milano.

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