DAL MONDO10:37 - 12 novembre 2010

Pakistan, condannata per blasfemia

La donna, di religione cristiana, è stata denunciata dalle compagnie musulmane. Intervento di Frattini in visita a Islamabad

di Sara Tieni
<p>Pakistan, condannata per blasfemia</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Asia Bibi una donna di 37 anni, madre di 5 figli è stata giudicata colpevole di aver domandato polemicamente ad alcune sue colleghe che cosa avrebbe fatto Maometto per il bene del mondo dopo aver sostenuto che Cristo è finito sulla croce per riscattare l'umanità dai suoi peccati. Ora, quella che è stata ribattezzata la «Sakineh pachistana» è stata condannata per blasfemia, dopo essere stata denunciata dalle compagnie cristiane.

Il fatto risale a giugno quando Asia lavorava sotto il sole con le sue compagne. Le chiesero dell'acqua, lei andò a prenderla a una fonte. Le sue amiche  -  musulmane  -  la rifiutarono: è acqua impura, toccata dalle mani di una infedele cristiana. Alle provocazioni la sventurata rispose, difendendosi e difendendo il suo credo. Quelle insistevano, le spiegavano che il cristianesimo è una religione inferiore e che lei stessa avrebbe dovuto convertirsi.

Lei rispose ancora, difese il suo Cristo, paragonò il nazareno al profeta, disse qualcosa come «lui per noi si è fatto crocifiggere, ha gettato il suo sangue: cosa ha fatto Maometto per voi?».
Le operaie musulmane la picchiarono, la rinchiusero in una cantina, chiamarono la polizia. Risultato: domenica sera, seguendo il dettato della legge pachistana che punisce la blasfemia, Asia è stata condannata a morte per impiccagione.

Proprio ieri ad Islamabad, per un viaggio preparato da settimane, è atterrato il ministro  degli Esteri italiano Franco Frattini che ha annunciato 81 milioni di euro di aiuti italiani per gli alluvionati dell'estate scorsa. Frattini ha incontrato il ministro per le Minoranze pachistano, Shabbaz Bhatti, promotore di cambiamenti alla norma sulle blasfemie che prevede pene dure, fino a quella capitale «per chi insulta i sentimenti religiosi dei musulmani o il nome del Profeta»


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