DAL MONDO09:42 - 16 novembre 2010

Londra, risarcimenti agli ex detenuti di Guantanamo

La giustizia britannica aveva ordinato a luglio la pubblicazione di alcuni documenti relativi ai trattamenti inflitti all'etiope Binyam Mohamed, detenuto a Guantanamo per oltre quattro anni prima di essere trasferito in Gran Bretagna. Mohamed era stato arrestato in Pakistan nel 2002; trasferito nel carcere di Guantanamo, era stato rilasciato senza alcuna accusa lo scorso anno.

di staff Style.it
<p>Londra, risarcimenti agli ex detenuti di Guantanamo</p>
PHOTO GETTY IMAGES

La conferma ufficiale è attesa per oggi in Parlamento ma i media d'Oltremanica fanno sapere che il governo di Londra ha deciso di versare sostanziosi risarcimenti agli ex detenuti della prigione americana di Guantanamo che hanno raccontato di essere stati torturati con la complicità dei servizi segreti britannici. Uno di questi detenuti otterrà oltre un milione di euro.

Tutto parte dal caso di un detenuto etiope. La giustizia britannica aveva ordinato a luglio la pubblicazione di alcuni documenti relativi ai trattamenti inflitti all'etiope Binyam Mohamed, detenuto a Guantanamo per oltre quattro anni prima di essere trasferito in Gran Bretagna. Mohamed era stato arrestato in Pakistan nel 2002; trasferito nel carcere di Guantanamo, era stato rilasciato senza alcuna accusa lo scorso anno.

Mohamed era stato sottoposto a privazione del sonno, minacce e altri «trattamenti crudeli, inumani e degradanti». Sono sei gli ex detenuti di Guantanamo, Binyam Mohamed, Bisher al-Rawi, Jamil el Banna, Richard Belmar, Omar Deghayes et Martin Mubanga, che hanno accusato alcuni membri del MI5 di complicità nelle torture. Secondo gli osservatori, la decisione di versare milioni di euro di risarcimento è arrivata al termine di settimane di negoziazioni. Il governo intende così evitare lunghe e costose procedure giudiziarie.

VAI ALLA PAGINA DI NEWS


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).