DALL'ITALIA17:03 - 19 novembre 2010

Lo stress da lavoro è sempre di più (e per le aziende scatta l'obbligo di misurarlo)

Il ministro Maurizio Sacconi definisce una circolare in cui invita i datori di valutare non solo più i rischi tradizionali ma anche quelli immateriali derivanti, in tempi di crisi, da orari sempre più flessibili, conflitti tra colleghi e carichi di lavoro sempre più grandi

di staff Style.it
<p>Lo stress da lavoro è sempre di più (e per le aziende scatta
l'obbligo di misurarlo)</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Lavoro, che fatica. I carichi si fanno sempre più grandi. Gli orari sempre più flessibili. E i conflitti tra colleghi, alimentati dalla precarietà, sempre più fitti. Questi fattori di stress sono finiti in una lista del ministero del Lavoro. Che, nel Testo unico sulla salute e la sicurezza, ha pensato alle misure per eliminarli.  

Il ministro Maurizio Sacconi pubblica una nota in cui spiega: «La valutazione dei rischi da lavoro deve comprendere tutti i rischi per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori». Non solo più, quindi, i fattori tradizionali (come l'uso di sostanze nocive o di macchinari pericolosi), ma anche i «rischi di tipo immateriale, tra i quali, espressamente, quelli che riguardano lo stress lavoro-correlato».

Dal 31 dicembre per le aziende scatta l'obbligo di misurare i rischi. Secondo la circolare, la valutazione potranno farla su «gruppi di lavoratori esposti in maniera omogenea allo stress» e non sul singolo dal datore di lavoro, «avvalendosi del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione con il coinvolgimento del medico competente, ove nominato, e previa consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza».

Non solo. Decine e decine di migliaia di persone passano ogni anno dall'ufficio al medico. Colpa di computer e cellulare, usati per cinque ore al giorno.

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