DALL'ITALIA12:36 - 22 novembre 2010

Il mondo dello spettacolo sciopera, Bondi: «Li capisco»

«Non posso non comprendere le ragioni della protesta del mondo dello spettacolo che, nonostante certe strumentalizzazioni politiche, pongono problemi reali», afferma il ministro della Cultura Sandro Bondi.

di staff Style.it
<p>Il mondo dello spettacolo sciopera, Bondi: «Li capisco»</p>

Lo spettacolo incrocia le braccia. Chiusi cinema e teatri, fermi i set dei film e quelli delle fiction, niente attori nemmeno nei programmi tv. Sciopero generale, oggi, per il mondo dello spettacolo contro i tagli imposti dalla finanziaria 2011 alla cultura, contro il mancato rinnovo degli sgravi fiscali per il cinema e il tracollo del fondo unico per lo spettacolo.

Più di 250mila lavoratori del settore parteciperanno allo sciopero generale organizzato da Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil. Si chiede il reintegro del contributo statale (Fus), attualmente ridotto al minimo storico di 288 milioni di euro; il ripristino delle agevolazioni fiscali; la legge dello spettacolo dal vivo e lo stop alla delocalizzazione delle produzioni cineaudiovisive.
L'appuntamento è al cinema Adriano a Roma per un'assemblea. Al Carlo Felice di Genova, invece, Zubin Mehta terrà un concerto a sostegno del teatro e dello sciopero. A Milano alla Camera del Lavoro parleranno, tra gli altri, il sovrintendente della Scala Stephane Lissner e il direttore del Piccolo Sergio Escobar.

«Non posso non comprendere le ragioni della protesta del mondo dello spettacolo che, nonostante certe strumentalizzazioni politiche, pongono problemi reali», afferma il ministro della Cultura Sandro Bondi. «Ribadisco il mio impegno a ottenere la proroga degli incentivi fiscali a favore del cinema, una misura liberale che senza gravare sulle casse dell'erario ha un effetto positivo per lo sviluppo dell'economia, e di un necessario reintegro del fondo unico per lo spettacolo per non scendere al di sotto degli attuali livelli, già insufficienti, dell'offerta culturale. Spero che - conclude Bondi - l'allarme lanciato oggi dal mondo dello spettacolo aiuti a trovare entro l'anno un soluzione positiva, che consenta di programmare i calendari del prossimi anno».


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