DAI PALAZZI11:30 - 26 novembre 2010

Gli studenti come i detenuti
Tutti sui tetti per protesta

Dai tetti delle facoltà sino alla Mole Antonelliana di Torino e al Colosseo: ecco perché gli studenti contestano così la riforma Gelmini

di Sara Tieni
<p>Gli studenti come i detenuti<br />
 Tutti sui tetti per protesta</p>
PHOTO LAPRESSE

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Sempre più in alto: non si pongono limiti gli studenti che in questi giorni stanno protestando contro i tagli ai fondi destinati alle Università previsti all'interno della riforma del Ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini.

La generazione-mile euro prende alla lettera la letteratura pop-romantica di Moccia e sale davvero " Tre metri sopra il cielo". I motivi? Gridare la propria voglia di libertà covata nell'insoddisfazione. Come i detenuti nei carceri salivano sui tetti per protestare, unico modo di rendersi visibili, dato che non potevano uscire in piazza o nelle strade, ecco che gli studenti salgono sui tetti delle loro facoltà: un tam-tam che non si ferma (anzi, si amplifica) da Milano a Roma, da Torino a Pisa. ma i tetti di dipartimenti e Università non bastano più: ci vogliono luoghi simbolo che dominino la città.

Come Cosimo, che nel Barone Rampante di Italo Calvino salì su un albero, schifato da un piatto di lumache, per non scendere più, gli studenti scelgono di salire dove tutto il mondo li può vedere. La visibilità si amplifica enormemente rispetto ai cortei in piazza e la cosa non sfugge ai politici che salgono con loro, nel tentativo di cavalcare l'onda della notorietà. Come il barone rampante vene raggiunto dallo zar di Russia e da Napoleone, gli inquilini degli atenei italiani vengono raggiunti da Bersani, Di Pietro e Ferrero.

Moccia: «Mi piacerebbe scrivere una storia su questi studenti»


E se in principio erano gli spazzacamini di Londra, che scioperavano aggrappati ai comignoli per denunciare la loro misera condizione salariale, la protesta dall'alto torna alla ribalta lo scorso 15 novembre quando gli immigrati protestarono contro le truffe sui permessi di soggiorno salendo su una gru.

Catalizzare l'attenzione con un gesto estremo e liberatorio al limite del pericolo. Come chi sale su un cornicione minacciando di buttarsi, gli studenti rendono partecipe l'Italia e il mondo intero del loro disappunto. Ma a differenza di chi minaccia un gesto estremo loro ci mettono rabbia, non disperazione.

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RISULTATI
FeFe 72 mesi fa

il problema è che strumentalizzare una protesta mettendoci riferimenti alla letteratura mocciana solo per far leggere un articolo mi sembra una bestemmia.

isavail 73 mesi fa

Mi permetto di aggiungere solo una cosa. Non credo "Sociologico" sia un termine da attribuire ad uno scrittore (?) come Federico Moccia, in quanto non credo di aver mai sentito di saggi di sociologia scritti da Moccia o di spunti letterari tali nei suoi sedicenti romanzi. Ricordiamoci che "Pubblicare" ed "Essere Scrittori" sono due cose totalmente diverse. Grazie della risposta.

Grazie di aver espresso le vostre opinioni e aver condiviso il vostro disappunto. La nostra non era una presa di posizione. Abbiamo cercato di analizzare un fenomeno anche dal punto di vista sociologico e dato voce ad uno scrittore senza avvallare l'ipotesi che, quello che lui pensa sia, in assoluto, giusto o sbagliato.

daza 73 mesi fa

Tre metri sopra il cielo?Ma Dante si starà rivoltando nella tomba di Ravenna,Petrarca preso da un improvviso raptus avrà tagliato i capelli a laura e Boccaccio si sarà ingoiato il decameron con tutte le 10 stanze,sperando di morire soffocato...Ma ci siamo rincretiniti?E vi prego levate la penna di mano a quell'imbecille di Moccia,che 'scrivere' per lui è davvero una parola grossa.Non sò come abbiate potuto paragonare una protesta così seria e sentita ad un testo frivolo e mieloso come quello di Moccia. Non sò se vi rendete conto delle motivazioni che spingono gli studenti a protestare:lottano per il futuro,lottano per la ricerca,lottano per la cultura.Ci è andato in pappa il cervello o cosa? E' davvero possibile che anni di grandi fratelli,isole famose,e amici vari ci abbiano bruciato i neuroni.Diamo il giusto peso agli eventi che ci circondano. Qui muore la cultura...

isavail 73 mesi fa

Grazie Fefe. Attendiamo la risposta della "giornalista" Sara Tieni. Non vedo come si possa paragonare un gesto di protesta come questo che ha unito l'Italia intera ad un sedicente "scrittore" come Moccia . Secondo me molti pensano che quelli della "generazione post-muro"siano tutti schiavi della televisione e dell'edonismo partitico in cui viviamo . Almeno da chi FA INFORMAZIONE mi aspetto altro...questa è DISINFORMAZIONE.

FeFe 73 mesi fa

Concordo con isavail. Io ero a Pisa e assicuro a tutti che non è certo la voglia di libertà quella che vogliamo comunicare, quanto il mancato rispetto del DIRITTO ALLO STUDIO DI UNA NAZIONE! Inoltre il parallelo con una generazione 3 metri sopra il cielo mi sembra quantomeno ridicolo, non ci preoccupiamo di corse in moto o drammi sentimentali, ma del futuro culturale dell'Italia. Con tutto il rispetto, tutt'altro paio di maniche. Ci siamo ridotti a questo per dare un po' di spazio ai problemi di un paese di coscienze addormentate... Dovrebbe far pensare, spero.

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