DALL'ITALIA14:53 - 27 novembre 2010

Lavoro e giovani. Cgil in piazza: «L'Italia non merita questo degrado»

Roma si tinge di rosso: sindacati, lavoratori, precari, disoccupati, studenti, medici, politici preoccupati per le sorti dell'economia italiana si sono riuniti in due cortei. La Camusso al discorso di debutto: «Sciopereremo ancora. Il ddl sul lavoro è una legge ingiusta e crudele»

di staff Style.it
<p>Lavoro e giovani. Cgil in piazza: «L'Italia non merita questo
degrado»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Lavoro e giovani, spada di Damocle dell'Italia. E della Cgil, che per esortare il governo e le istituzioni a organizzare una nuova agenda politica che curi davvero il futuro e i diritti dei ragazzi (e del Paese) in tempi di crisi, è scesa in piazza, a Roma, in una manifestazione nazionale.

Nella Capitale sono arrivati 2.100 pullman, 120 mila persone, e 13 treni speciali e ai due cortei del sindacato, cui si sono uniti anche lavoratori, precari, disoccupati, studenti, medici, politici (da Pierluigi Bersani a Nichi Vendola), si sono ritrovati a San Giovanni per il primo discorso al popolo del segretario generale, Susanna Camusso.

«Il futuro è dei giovani e del lavoro», ha detto. «Non è solo il titolo della manifestazione, ma il nostro impegno affinchè ognuno di noi possa stare meglio. Il Paese vero ha bisogno di risposte, cerca di contrastare la crisi e difendere i diritti. È il Paese per cui abbiamo scioperato e continueremo a scioperare».

il segretario generale ha poi parlato di precarietà e del ddl lavoro, «una legge crudele e ingiusta». Si è rivolta al ministro per l'istruzione Mariastella Gelmini: «Costruire un debito sul futuro dei ragazzi», ha detto, «è quello che il ministro dell'Istruzione sta facendo ogni giorno. Aver tolto "pubblica" dal nome del suo ministero, non l'autorizza a finanziare la scuola privata. E' lei che sta con i baroni, non gli studenti, dato che aumenta i contratti a termine nell'università. Gelmini non faccia appelli su YouTube, vada in Parlamento, ritiri il disegno di legge e apra un tavolo di confronto per una riforma condivisa».

La chiusura è nera: «Questo Paese non merita questa classe politica, questo degrado, questa esibizione di machismo e virilità, questo governo dei potenti». C'erano pure i Modena City Ramblers. Lei si è unita a loro, e ha cantato Bella ciao.

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