DALL'ITALIA14:43 - 28 novembre 2010

Nadia: «Ad Arcore e in Sardegna tante giovani
Berlusconi mi disse: sono il sogno degli italiani»

La ex escort di 28 anni racconta a Sky Tg24: «Un ragazzo mi portò nello studio di Lele Mora, poi da Fede». E ancora: «Il presidente mi chiamò sul cellulare»

di staff Style.it
<p>Nadia: «Ad Arcore e in Sardegna tante giovani<br />
 Berlusconi mi disse: sono il sogno degli italiani»</p>
PHOTO LAPRESSE

«Ad Arcore e in Sardegna ho incontrato tante ragazze giovani, penso minorenni». Nadia Macrì, la ex escort bolognese di 28 anni frequentatrice di villa Certosa e della residenza di Arcore del premier Silvio Berlusconi, racconta in un'intervista a Sky Tg24 (altri) retroscena delle feste del presidente del Consiglio. Ripercorre come c'è finita dentro: «Ero a un semaforo», ricorda, «e un giovane mi ha fermato chiedendomi se volevo seguirlo. Mi ha poi portato nello studio di Lele Mora dove c'erano altre ragazze, tutte straniere, russe e brasiliane. Da lì siamo state portate nello studio di Emilio Fede che, finito il tg, ci ha parlato una per una e ha fatto una selezione. Due sono state mandate via».

Ad Arcore, lei c'è andata per «per cinquemila euro» e «la prima volta era tutto bello, si mangiava bene, c'erano solo le ragazze, Fede e la segretaria del presidente che ci ha chiesto i numeri di telefono. Era una ragazza giovane, bionda, alta, che lavora per la tv, sembrava lei ad organizzare tutto». E poi: «La selezione per me andò bene perchè mi chiamarono una seconda volta, mi contattò direttamente il presidente sul mio cellulare. Mi disse: "Sono il sogno degli italiani, sono il presidente". Poi sono andata anche a villa Certosa, in Sardegna e lì, oltre alle ragazze, c'erano tanti imprenditori, avvocati, notai». Con le altre giovani non ha socializzato: «Non si poteva parlare tra noi, dovevamo stare zitte».

VAI ALLA PAGINA DI NEWS


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).