DALL'ITALIA08:56 - 05 novembre 2010

Carabiniere spara alle figlie per colpa di Facebook e si uccide

Un’altra tragedia familiare: un carabiniere, Lucio Cappelli, 39 anni, maresciallo dei carabinieri, ha sparato alle figlie di 15 e 13 anni in seguito ad un litigio a causa di Facebook. La più piccola è morta, l’altra raggiunta dai colpi di arma da fuoco all’addome a una gamba è in ospedale in gravi condizioni. L’uomo si è poi puntato alla testa la pistola d´ordinanza e si è tolto la vita.

di staff Style.it
<p>Carabiniere spara alle figlie per colpa di Facebook e si
uccide</p>
PHOTO LAPRESSE

Un'altra tragedia familiare: un carabiniere, Lucio Cappelli, 39 anni, maresciallo dei carabinieri, ha sparato alle figlie di 15 e 13 anni in seguito ad un litigio a causa di Facebook. La più piccola è morta, l'altra raggiunta dai colpi di arma da fuoco all'addome a una gamba è in ospedale in gravi condizioni. L'uomo si è poi puntato alla testa la pistola d´ordinanza e si è tolto la vita.

È successo ieri a Subiaco, un paese tra il Lazio e L'Abruzzo alle 18.45. Vivo per miracolo il figlio minore di 10 anni. A dare l'allarme sono stati i vicini allertati dai colpi di pistola. La moglie Anna, un'insegnante, era in servizio a Tivoli.

Motivo del raptus Facebook: il padre non voleva che le ragazze usassero il social network. Chi lo conosce da sempre non si capacita del gesto: Lucio era un uomo tranquillo e molto legato alla famiglia. Si ipotizza, però, che l'uomo celasse un profondo disagio psicologico.

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