DAI PALAZZI09:40 - 05 novembre 2010

Ruby: anche Noemi Letizia  alle feste di Arcore. Tentativo di furto dei verbali del gip

C'era anche Noemi Letizia alle feste di Arcore, due ministre, alcune note showgirl e donne della tv. Lo ha rivelato Ruby, la ragazza marocchina le cui rivelazioni hanno messo (ancora una volta) in imbarazzo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

di staff Style.it
<p>Ruby: anche Noemi Letizia&nbsp; alle feste di Arcore. Tentativo
di furto dei verbali del gip</p>
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C'era anche Noemi Letizia alle feste di Arcore, due ministre, alcune note showgirl e donne della tv.  Lo ha rivelato Ruby, la ragazza marocchina le cui rivelazioni hanno messo (ancora una volta) in imbarazzo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Il premier non è indagato, ma le indagini non sono finite. Si teme, infatti, che attorno ai bunga bunga party di Arcore e delle residenze presidenziali di palazzo Grazioli e villa Certosa possa esserci un giro di prostituzione. Tra i nominati nelle indagini anche Emilio Fede e Lele Mora.

Forse è per questo che, la scorsa estate, proprio in concomitanza dell'ultimo interrogatorio di Ruby, che alcuni scassinatori hanno cercato di impossessarsi dei verbali custoditi negli uffici di del capo dei gip Laura Manfrin. Ma senza successo: la copia degli atti è unica e passa di cassaforte in cassaforte.

Nadia Macrì: conferenza stampa annullata

Annulla all'ultimo minuto la conferenza con i giornalisti adducendo come scusa il divieto di parlare della vicenda impostole dal procuratore Edmondo Bruti Liberati, cosa che il magistrato ha negato di aver mai fatto.
Questa è l'ennesima bugia della Macrì: i racconti di Nadia non sono ritenuti attendibili, ma questo non serve a dissolvere l'alone di imbarazzo che alleggia attorno alla figura del premier Silvio Berlusconi, anzi.

Dopo tutto, delle ragazze che hanno frequentato le residenze del premier sembra che nessuna sappia stare con la bocca chiusa: Elisa Alloro, nel suo libro Noi, le ragazze di Silvio, racconta: «Era la Pasqua del 2009, eravamo in Sardegna, a Villa Certosa, ricordo che con me c'erano altre ragazze. A un certo punto Nadia, che era presente, cominciò a prendere malamente in giro il Cavaliere che ci rimase molto male. Allora lui ci prese da parte e ci spiegò che in precedenza lei gli aveva raccontato, dopo uno scatto di nervi e con le lacrime agli occhi, la sua storia difficilissima. E aveva confessato di essere arrivata fin lì spacciando una bugia grossolana: un'amicizia inesistente con Emilio Fede. Nadia fu rispedita a casa, adesso ci dice che un anno dopo, ad aprile 2010, Berlusconi la invitò di nuovo e addirittura andò a letto con lei ricompensandola con cinquemila euro. Tutto può essere, ma questa storia mi pare inverosimile dall'inizio alla fine».

Mentre Perla Genovesi, amica di Nadia e assistente parlamentare del deputato Enrico Pianetta e corriere della cocaina dal Sudamerica, racconta che al San Raffaele furono dati fondi per costruire ospedali all'estero, ma che quel denaro non venne mai adoperato per quello scopo: «Mi disse che sia Berlusconi che don Verzé gli dovevano la candidatura, gli chiesi il perché e mi disse che erano stati dati parecchi soldi al San Raffaele, o meglio a Don Verzé, destinati alla costruzione di ospedali e non solo, anche nel Terzo mondo. Questi soldi erano dello Stato, e non erano stati utilizzati interamente per queste cose», ha dichiarato la riferendo le parole del deputato Pianetta. E ancora: «Gli chiesi quanti soldi più o meno si erano intascati grazie a lui, e mi disse che era il valore di una finanziaria».


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