DALL'ITALIA08:39 - 08 novembre 2010

Crollo a Pompei, Bondi: «Se avessi delle responsabilità mi dimetterei»

La replica del ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi a Pompei all'indomani del crollo dell'Armeria dei gladiatori al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ieri chiedeva spiegazioni «senza ipocrisie». Poi però lancia un nuovo allarme: «altri crolli di edifici sono possibili nel sito archeologico, viste le sue condizioni.

di Greta Privitera
<p>Crollo a Pompei, Bondi: «Se avessi delle responsabilità mi
dimetterei»</p>

«Se avessi la certezza di avere responsabilità in quanto accaduto mi dimetterei. Ma rivendico invece il grande lavoro fatto», ha replicato il ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi a Pompei all'indomani del crollo dell'Armeria dei gladiatori al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ieri chiedeva spiegazioni «senza ipocrisie». Poi però lancia un nuovo allarme: «altri crolli di edifici sono possibili nel sito archeologico, viste le sue condizioni. C'è un grande lavoro da fare qui», ha proseguito, «e ne riferirò al presidente del Consiglio, al Parlamento e al capo dello Stato».

Intanto il tratto di via dell'Abbondanza, dove si è registrato il crollo, è interdetto ai numerosi turisti che anche oggi affollano gli scavi di Pompei, attirati anche dal clamore suscitato dall'evento.
Il Touring Club lancia un appello: «La cultura non si mangia, ma è nutrimento per l'anima; non possiamo rinunciarci», dice il presidente dell'associazione, Franco Iseppi, che si unisce al grido di vergogna del Presidente della Repubblica per il crollo della Domus dei Gladiatori di Pompei. Iseppi lancia una proposta a tutte le Associazioni non profit italiane che si occupano di tutela del patrimonio artistico, culturale e ambientale: «Teniamo aperto noi il sito di Pompei. Arrivati a questo punto», dice, «non basta più conoscere, riflettere, tutelare, si apre una stagione nella quale è necessario ricostruire e noi vogliamo farlo lanciando una proposta: teniamo aperti noi gli scavi di Pompei, sottraendoli all'incuria e riconsegnandoli a cittadini e turisti».

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