DALL'ITALIA16:10 - 08 dicembre 2010

L'Italia di oggi, egoista
e senza desiderio

Il rapporto del Censis sul Paese: economia fragile, narcisismi preponderanti, il lavoro regolare che scarseggia dove quello nero impera, imprenditoria in declino

di staff Style.it
<p>L'Italia di oggi, egoista<br />
 e senza desiderio</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«Viva l'Italia», canta Francesco De Gregori, «L'Italia che resiste». Il nostro Paese non esce altrettanto bene dal rapporto annuale del Censis sulla sua situazione sociale. Il documento definisce «impietoso» il confronto con il resto d'Europa: siamo una nazione «senza spessore», assimilabile a «un'ameba», che «non sa reagire alla disoccupazione». A congelare, in un momento d'economia fragile, la ripartenza, sarebbe un «calo di desiderio». Soffriamo, stando alla relazione, di un difetto di pessimismo: «Nel Paese sono evidenti manifestazioni di fragilità sia personali sia di massa, comportamenti e atteggiamenti spaesati, indifferenti, cinici, passivamente adattivi, prigionieri delle influenze mediatiche, condannati al presente senza profondità di memoria e di futuro».

E ancora: «Si afferma un'onda di pulsioni sregolate», con «egoismi autoreferenziali e narciscistici», che porterebbero a episodi di violenza familiare, di bullismo, a delitti in una società «pericolosamente segnata dal vuoto, visto che a un ciclo storico pieno di interessi e di conflitti sociali si va sostituendo un ciclo segnato dall'annullamento e dalla nirvanizzazione degli interessi e dei conflitti». A dati sconfortanti (cala il lavoro autonomo, con 437 mila imprenditori ad avere chiuso l'anno in negativo, aumenta la disoccupazione, con oltre due milioni di persone tra i 15 e i 34 anni che non studiano, non lavorano e neppure cercano un impiego), la soluzione suggerita dal Censis è «tornare a desiderare per riattivare una società troppo appagata e appiattita».

 


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