DALL'ITALIA11:32 - 20 ottobre 2010

Ru486: boom in Piemonte, nessuna nel Lazio

In alcune regioni l'aborto farmacologico è negato alle donne, e anche in quelle dove si può fare, spesso è praticato solo in pochi ospedali. La Ru486 rimane ancora un grosso tabù per la sanità italiana, molto spesso per scelte politiche. In certe realtà la pillola non è gradita, come per esempio in Calabria, in Abruzzo e nel Lazio.

di staff Style.it
<p>Ru486: boom in Piemonte, nessuna nel Lazio</p>
PHOTO GETTY IMAGES

In alcune regioni l'uso della pillola Ru486, ovvero l'aborto farmacologico è negato alle donne, e anche in quelle dove si può fare, spesso è praticato solo in pochi ospedali. La Ru486 rimane insomma ancora un grosso tabù per la sanità italiana, molto spesso per scelte politiche. Dai dati riportati dal quotidiano la Repubblica, in certe realtà la pillola non è gradita, come per esempio in Calabria, in Abruzzo e nel Lazio.

Sono passati sei mesi da quando è stata avviata la commercializzazione del medicinale. Fino a oggi sono state ordinate 3.304 confezioni dagli ospedali italiani, e ovviamente non sono ancora state usate tutte. Difficile che il numero aumenti nei prossimi sei mesi.

In molti infatti hanno fatto un solo ordine, segno che l'utilizzo non ha preso il via. In Sardegna hanno ordinato 52 confezioni, in Abruzzo 15, in Umbria 11, in Calabria e nelle Marche 5. Ma anche le 120 confezioni della Sicilia sono poche, come le 129 del Veneto. Mentre in Piemonte 842 e in Liguria 329.

Si aggiunge poi il problema dell'ospedalizzazione. Sono poche le regioni che hanno previsto il day hospital. Si tratta dell'Emilia Romagna, della Toscana; mentre in Piemonte, Liguria, Lombardia e Puglia le pazienti firmano e tornano a casa.

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