DAL MONDO15:36 - 21 ottobre 2010

In Iraq, senza diritti gli orfani dei terroristi di Al-Qaeda

Sono centinaia i bambini nati da matrimoni segreti fra donne del luogo e miliziani appartenenti a organizzazioni terroriste. I loro padri sono rimasti uccisi nei combattimenti tra civili e militari delle forze internazionali o dell'esercito locale, lasciandoli senza un nome e soprattutto senza futuro

di Angelo Sarasi
<p>In Iraq, senza diritti gli orfani dei terroristi di Al-Qaeda</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Quelli della provincia irachena di Diyala non sono orfani qualunque ma gli «orfani dei terroristi». Così sono chiamati centinaia e centinaia di bambini, nati da matrimoni segreti fra donne del luogo e miliziani appartenenti ad Al-Qaeda o ad altre organizzazioni. I loro padri sono rimasti uccisi nei combattimenti tra civili e militari delle forze internazionali o dell'esercito locale, lasciandoli senza un nome e soprattutto senza futuro. In Iraq, infatti, la legge vieta di riconoscere la cittadinanza ai figli di unioni non registrate: così questi orfani non hanno alcun diritto, a cominciare da assistenza sanitaria e istruzione.

Per aiutarli è intervenuto l'Institute for War and Peace Reporting, che ha contato 428 piccoli nella provincia di Diyala. Ma le stime potrebbero crescere fino a 900, senza contare la situazione di Mosul, Anbar e Samara, dove erano attivi molti gruppi affiliati ad Al-Qaeda. Le autorità, tuttavia, confermano di non poter fare nulla per risolvere il problema. Le norme prevedono, infatti, che tutti i bambini iracheni abbiano un certificato di nascita e una carta d'identità. Per avere questi attestati, però, servono un regolare contratto di matrimonio e, soprattutto, l'identità certa dei genitori. Governo, legislatori e le autorità religiose si sono ripromesse di cooperare per trovare una soluzione e salvare questi bambini, altrimenti destinati al rischio di essere arruolati nelle file della criminalità organizzata.

 

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