DALL'ITALIA11:44 - 21 ottobre 2010

Il gip, Sabrina resta in carcere. «Cosima ha coperto i familiari»

Il gip del Tribunale di Taranto tiene dietro le sbarre la cugina di Sarah Scazzi. La ragazza è stata accusata dal padre Michele di aver partecipato all'omicidio della quindicenne

di staff Style.it
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Sabrina Misseri resta in carcere. Il gip del tribunale di Taranto Martino Rosati ha accolto la richiesta di misura cautelare avanzata dal procuratore aggiunto Pietro Argentino e dal sostituto Mariano Buccoliero.

Quella di Sabrina Misseri, scrive il gip, è stata una «azione cruenta, protrattasi per lungo tempo fino a che Sarah non è caduta al suolo». Sabrina «ha tenuta ferma» Sarah, «impedendole di muoversi» e dando dunque «un deciso contributo agevolatore dell'evento delittuoso».

Per il giudice Rosati, Sabrina e Michele Misseri non avevano intenzione di uccidere fin dall'inizio Sarah Scazzi. Semplicemente volevano spaventarla, perché si era lamentata per le molestie dello zio Michele. In pratica, secondo il racconto di Misseri, lui e sua figlia Sabrina dovevano solo chiarire quelle molestie che lui aveva fatto a Sarah.

Nell'ordinanza emerge chiaramente il ruolo di Cosima Serrano. La moglie di Michele Misseri e madre di Sabrina avrebbe consapevolmente coperto i familiari responsabili del delitto.

Michele, lo zio reo-confesso, è invece ritenuto «attendibile» e la sua ricostruzione è credibile: l'assassinio della ragazza, secondo il giudice, è stato commesso nel garage della casa di via Grazia Deledda. Anche se, riferendosi al presunto stupro sul cadavere di Sarah Scazzi, il gip parla di «una confessione che verrebbe da dire gratuita, visto che nessuno avrebbe mai sospettato questo ulteriore delitto, che ben difficilmente si sarebbe potuto accertare visto che il cadavere è rimasto in acqua per 40 giorni».

Nella vicenda interviene un altro testimone. Si tratta di Carmelo Sacco, un amico e vicino di casa di Michele Misseri, che racconta: «Michele non sempre dormiva dopo pranzo: a volte, dopo essere tornato dalla campagna, mangiava una mela e ritornava a lavorare nei campi».

Sacco, che afferma di conoscere bene le abitudini della famiglia degli zii di Sarah Scazzi. mette in dubbio, seppur indirettamente, la versione fornita ai carabinieri da 'Cosiminò, compagno di lavoro di Michele, che ha riferito che lo zio di Sarah era solito riposare nel pomeriggio, prima di tornare in campagna.

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RISULTATI
roberta 74 mesi fa

SU COSIMA NON C'E' CHE DIRE! SE E' VERO CHE HA COPERTO I FAMILIARI C'E' SOLO DA AUGURARLE CHE I RIMORSI DI COSCIENZA LA PORTERANNO A CONSUMARSI LENTAMENTE FINO ALLA FINE DEI SUOI GIORNI

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