DALL'ITALIA13:26 - 22 ottobre 2010

«Sarah piangeva mentre la uccidevamo». I 7 minuti dell'orrore raccontati da Misseri

L'ordinanza del gip: «Da Sabrina contributo decisivo al delitto». Il racconto agghiacciante di Michele Misseri: «Volevamo solo darle una lezione» affinché non rivelasse le molestie subite. Il delitto durato circa sette minuti: lui tirava la corda, Sabrina stringeva e «Sarah piangeva»

di staff Style.it
<p>«Sarah piangeva mentre la uccidevamo». I 7 minuti dell'orrore
raccontati da Misseri</p>
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E' il giorno del dolore, ad Avetrana. Dopo la diffusione di tre delle venti pagine dell'ordinanza con cui il giudice del Tribunale di Taranto ha confermato il carcere per Sabrina Misseri.

Lì dentro c'è il racconto reso il 15 ottobre davanti al pm da parte di Michele Misseri, lo zio reo confesso dell'omicidio di Sarah Scazzi. E soprattutto quello dei sette minuti in cui si è consumato l'omicidio. Con l'uomo che tira la corda e la figlia Sabrina che teneva ferma Sarah in lacrime.

La ragazza, racconta Michele, non voleva entrare nel garage. E' stata Sabrina a portarcela: «con la forza (...) l'ha tirata. (...)». Sarah diceva: «"Lasciami stare e fammi andare a casa". (...) Sabrina ha detto: "No, adesso mi devi far sentire con la tua bocca cosa è successo"». «Ma tu che cosa hai detto a loro due Miche'?» insiste il pm, leggendo i verbali dell'interrogatorio e facendo riferimento alle presunte molestie precedenti dell'uomo a Sarah. «Io a loro due ho detto che non era vero (...)». Replica il pm: «... ma Sarah ha detto: "È vero che c'è stata la mano sul sedere", poi?». Michele ha annuito.

«E Sabrina, quando Sarah ha detto questo, che reazione ha avuto? Si è arrabbiata con Sarah?», incalza il magistrato. «Si è arrabbiata con Sarah per quello che aveva detto (...) Non so se le ha dato uno schiaffo, non mi ricordo (...). Con le mani la teneva stretta». «E Sarah che cosa faceva Miche'?». «Se ne voleva andare (...) gridava. (...) Ho detto: "Lasciala andare"; ha detto [Sabrina]: "No mi deve dire prima la verità cosa è successo; (...) poi in quel momento io ho perso la pazienza" (...)».

Michele allaora avrebbe preso una corda stringendola al collo della nipote. Sabrina «piangeva». «Mi ha detto: "finiscila": però la forza che avevo io era troppa...» ammette Michele.

Il gip ha sottolineato come Misseri e figlia non volessero ammazzare Sarah. L'obiettivo era solo quello di spaventarla, perché rinunciasse a rivelare le molestie subite dallo zio. «Volevo darle solo una lezione (...) non si poteva sapere per gli altri (...) sapere in giro (...) in paese...». E' stata la stessa Sabrina, ammette Misseri, a suggerigli di «dare una lezione» alla cugina.

«Sabrina le ha detto: "papà vedi che dobbiamo dare una lezione a Sarah, se no quella va in giro a dire che tu l'hai molestata"?», ha chiesto il pm. «Sì». «E questo te l'ha detto lo stesso 26?». «Sì (...)». «Quando stavi pranzando?». «Sì».

Padre e figlia allora avrebbero stretto un patto. Lei gli avrebbe portato Sarah nel garage, e lui le avrebbe messo la corda al collo.  Domanda: «Quindi ti ha detto, siccome doveva venire alle due e mezzo per andare a mare "te la prendo io e te la porto nel garage e le diamo questa lezione"». Risposta: «Sì». Domanda: «Ma che tipo di lezione voleva dare Sabrina? Come ha detto? "Dobbiamo dare botte, dobbiamo....", che cosa dovevate fare?». Risposta: «No, le volevo solo mettere la corda al collo per spaventarla».

Ancora oggi, intanto, Cosima Serrano, mamma di Sabrina, ha ribadito l'innocenza della propria figlia davanti al sindaco del paese, Mario De Mauro. La donna, accusata di aver coperto i familiari responsabili dell'omicidio, ha sottolineato che il «delitto è stato compiuto dal marito Michele che ha perso la testa» e che per questo poi ha accusato la figlia.


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RISULTATI
adiadi 71 mesi fa

Rispondo a Cecilia: Forse queste violenze fanno parte delle attuali comunità , non solo dei piccoli paesi e non solo in Italia. Purtroppo si sono persi i valori della famiglia, della dignità, dell'onestà ,in un mondo dove ci si deve propore sempre belli (più che bravi) dove l'ndifferenza regna sovrana e la voglia di apparire appartiene a tantissime persone,dove madre e figlia si vestono uguali perchè ci si deve mostrare giovani per forza anche se il tempo scorre,dove se hai un difetto fisico devi fare il triplo di fatica per farti accettare dagli altri e convivere coi sorrisetti di scherno che vedi sui volti delle persone che incontri,dove si misura tutto con l'apparire e non l'essere, dove nessuno ti aiuta ed ascolta, cosa dobbiamo attenderci? Sarah potrebbe essere nostra figlia o una nostra sorella e per lei piangiamo, ma anche suo zio potrebbe essere un nostro familiare purtroppo. Solo Dio lo potrà perdonare.

cecilia 71 mesi fa

e` straziante! Io che seguo dall' estero questa sconvolgente storia mi pongo tanti interrogativi. Tutto per proteggere il buon nome da chi, dai vicini? dalla gente del paese? quanti atti di violenza si nascondono in famiglia in Italia, tantissimi per l'ignoranza l'ottusita` - perche` non abbiamo piu` rispetto di noi stessi - pensiamo a cosa dice il vicino di casa. Chissefrega dei vicini di casa......

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