DALL'ITALIA11:51 - 22 ottobre 2010

Terzigno, sale la tensione. Berlusconi: «Soluzione in dieci giorni»

Il premier alla fine del vertice: «L'attività di smaltimento dei rifiuti sarà affidata alla Protezione Civile». I disordini? «Non è eversione». Nella notte lanci di sassi e molotov contro la Polizia. Un arresto

di staff Style.it
<p>Terzigno, sale la tensione. Berlusconi: «Soluzione in dieci
giorni»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

L'emergenza rifiuti a Terzino è stata affrontata a Palazzo Chigi, nel corso di un vertice cui hanno partecipato i sottosegretari Gianni Letta e Guido Bertolaso, i ministri Giulio Tremonti, Roberto Maroni, Stefania Prestigiacomo ed il governatore della Campania, Stefano Caldoro.

Al termine dell'incontro, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha promesso una soluzione entro dieci giorni: «La soluzione al problema rifiuti in Campania che avevamo individuato è assolutamente valida e duratura nel tempo». Il premier ha poi garantito la disponibilità di 14 milioni per Terzigno. E sul clima di tensione ha tranquillizzato: «Non è eversione». Più duro Umberto Bossi, che ha sollecitato un intervento più deciso da parte delle autorità: «Come fai a non intervenire? Non possiamo aspettare che ci scappi qualche morto».

L'attività dello smaltimento sarà diretta dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. da oggi a Napoli. «L'attività della Protezione civile sarà portata avanti d'intesa con associazioni locali» ha aggiunto Berlusconi, sottolineando come non ci siano problemi per la salute dei cittadini che abitano vicino alle discariche: «Questa mattina il ministro della Salute, il dottor Fazio, ha svolto una relazione garantendo che in questo momento non ci sono preoccupazioni per la salute dei cittadini».

Nel paese la tensione resta alta. Nella notte almeno duemila manifestanti hanno impedito i passaggi dei camion e lanciato sassi e petardi contro la polizia, che ha risposto con lancio di lacrimogeni e numerose cariche.

Al termine degli scontri uno dei contestatori è stato arrestato. Si tratta di Gennaro Greco, uomo di 52 anni di Boscoreale, il comune protagonista delle recenti proteste per l'apertura della seconda discarica nell'area vesuviana. L'uomo è accusato di adunata sediziosa, detenzione di materiale esplodente, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

Solo in mattinata circa venti autocompattatori. scortati dagli agenti, sono riusciti a entrare nella discarica Sari. Attualmente i vigili del fuoco stanno cercando di sgomberare le strade,  ostruite dalle barricate erette dai manifestanti.

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