DALL'ITALIA09:05 - 25 ottobre 2010

Delitto di Avetrana, zia Cosima: «Sarah era come una figlia, sempre a casa nostra»

Nuovo sopralluogo in casa Misseri. Il generale Garofano sugli esami dei Ris: «I risultati tra una settimana». Le dichiarazioni di zia Cosima: «Concetta doveva sistemare la casa... è rimasta con noi Sarah, e la mattina andava a scuola, veniva mia figlia, la portava e la riprendeva (...) la mattina la preparava»

di Greta Privitera
<p>Delitto di Avetrana, zia Cosima: «Sarah era come una figlia,
sempre a casa nostra»</p>
PHOTO LAPRESSE

SABRINA: «MIO PADRE MOLESTAVA SARAH? NON CI CREDO»

Entro la fine della settimana potrebbero arrivare i risultati delle analisi del Ris di Roma sul corpo di Sarah Scazzi (per accertare eventuali violenze commesse dopo l'omicidio) e sull'auto dello zio Michele Misseri, reo confesso dell'omicidio della ragazza. Lo ha assicurato il generale Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma e consulente della famiglia Scazzi.

Più lunghi i tempi invece per le analisi sul telefonino, perchè, ha detto ai cronisti «sono tracce molto difficili» da analizzare. Secondo Garofano tra i reperti analizzati vi potranno essere anche eventuali resti della corda che Misseri ha usato per strangolare Sarah.

Intanto gli inquirenti hanno effettuato un nuovo sopralluogo nella villa dei Misseri, ad Avetrana. Nell'abitazione sono entrati il procuratore aggiunto di Taranto, Pietro Argentino, il pm Mariano Buccoliero, il colonnello dei carabinieri Antonio Russo e il medico legale Luigi Strada.

Non c'è tregua ad Avetrana. Le ultime dichiarazioni di Cosima, madre di Sabrina e moglie di Michele ( i due indagati), raccontano di una Sarah attratta «come una calamita» a casa Misseri. «Perché non mi adottate voi?», avrebbe chiesto qualche volta Sarah alla cugina Sabrina e alla zia Cosima. «Posso dormire qui?», «posso rimanere per pranzo?». A quanto dice la zia, se fosse stato per Sarah si sarebbe trasferita da loro, come sognava di fare da quando, a sette anni, ha lasciato Milano per venire a vivere ad Avetrana con sua madre Concetta. Anche questo raccontano i verbali dell'inchiesta sull'omicidio di Sarah Scazzi.


L'interrogatorio
Pubblico ministero Mariano Buccoliero: «Com'è che Sarah ha iniziato a frequentare la sua abitazione?».
Cosima: «Da quando è morta mia zia, e la... madre adottiva di mia sorella Concetta (...). Già dal primo giorno, praticamente già dal primo giorno è stata a casa nostra, come è arrivata da Milano».
Buccoliero: «Quindi sin da bambina?».
Cosima: «Eh, le scuole elementari frequentava quando è venuta qui da Milano (...) Concetta doveva sistemare la casa... è rimasta con noi Sarah, e la mattina andava a scuola, veniva mia figlia, la portava e la riprendeva (...) la mattina la preparava».
Buccoliero: «Quando dice sua figlia parla di Sabrina?».
Cosima: «E Valentina».
Buccoliero: «Quindi Sarah dormiva da voi?».
Cosima: «Sì, sì stava tutta la giornata (...) È stata parecchio tempo, anche dopo finita la scuola (...) più di un mese (...) mia sorella non diceva niente, noi non dicevamo niente, poi...».
Buccoliero: «E poi che cos'è successo?».
Cosima: «Che poi visto che lei non diceva niente, forse abbiamo...».
Buccoliero: «Lei chi?».
Cosima: «Concetta... cioè abbiamo deciso di portarla noi».
Colonnello Russo: «Siete stati voi perché così sembra come se fosse stata abbandonata a casa vostra».
Cosima: «La decisione, cioè se la decisione l'abbiamo presa insieme... cioè praticamente Concetta non dice mai... tenetevela voi per un po' (...) lei non dice mai, praticamente quando a lei serve un favore lei non lo chiede, lo dobbiamo capire noi, più o meno».
Come fosse la terza figlia
Buccoliero: «Ma... Sarah quindi era come una terza figlia, aveva creato un rapporto buono con tutti i familiari?».
Cosima: «Sì, solo che io certe volte la... cioè era troppo tempo che stava a casa nostra (...) dicevo, molte volte lo dicevo a lei "Ma insomma, tu non hai casa, dico io?", "Sempre qua stai?". Cioè la rimproveravo così, perché stava spesso diciamo...».
Buccoliero: «Che lei si ricordi è capitato mai qualche screzio tra lei e Sarah, qualche litigio, qualche cosa?».
Cosima: «Beh, gli unici rimproveri che ho fatto sono questi qui, per dire: "Perché stai sempre qui?", "Casa non ne hai?", solo che quando rimproveravo Sabrina, si prendeva un po' paura forse, magari pensava che rimproveravo anche lei, non lo so...».
Buccoliero: «Come quando rimproveravo Sabrina?».
Cosima: «Certe volte... eh... per esempio la stanza di Sabrina, non si può mettere un piede, diciamo... eh, ora, ultimamente Sarah voleva dormire da noi e io dicevo a Sabrina che fin quando non aggiusti la stanza Sarah non dorme».
Buccoliero: «E invece fra suo marito e Sarah c'è stato qualche screzio?, qualche cosa?, l'ha ripresa?»
Cosima: «No, ma mio marito veramente neanche le figlie ha mai ripreso (...) Anzi molte volte ho litigato perché non diceva proprio mai nulla alle figlie, diciamo alla più piccola che esce, arriva tardi, io sempre al telefono a rimproverarla, a gridare, e lui mai niente».

SABRINA: «MIO PADRE MOLESTAVA SARAH? NON CI CREDO»

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RISULTATI

ho saputo di questa povera ragazza per caso perche vivo in Inglilterra ho due figlie e la mia prima figlia e un anno piu piccola ,penso che ormai si sa realmente come sono andate le cosa ,l'unica cosa che resta e il dolore di una madre che amava sua figlia e parenti serpenti lanno portata via per gelosia l' unica cosa da dire speriamo che il mondo cambi altrimenti non ci si puo fidare di nessuno ,un grande abraccio alla famiglia scazzi

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