DALL'ITALIA08:34 - 25 ottobre 2010

Terzigno, Maroni avverte: «Giù le armi o interventi più duri»

Il ministro dell'Interno alza i toni dopo l'aggressione a due pattuglie della Polizia: «I violenti cercano il morto. Faccio un invito a tutti a deporre le armi, altrimenti credo che sarà necessario intervenire in modo più duro di quanto non si sia fatto finora»

di Greta Privitera
<p>Terzigno, Maroni avverte: «Giù le armi o interventi più
duri»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

All'indomani dell'aggressione a due pattuglie delle forze dell'ordine, Roberto Maroni alza i toni: a Terzigno, ha commentato, «ci sono stati atti di vera e propria violenza nei confronti delle forze dell'ordine e questo non è più accettabile». Per questo il ministro dell'Interno lancia un appello ai manifestanti: «faccio un invito a tutti a deporre le armi, altrimenti credo che sarà necessario intervenire in modo più duro di quanto non si sia fatto finora».

Alcuni dei protagonisti, ha continuato, «sono stati presi ed arrestati e le indagini devono capire chi sono questi gruppi di violenti: io credo che nulla abbiano a che fare con la protesta se non per strumentalizzare, creare incidenti e disordini, farci scappare il morto: noi non lo consentiremo e stiamo verificando se c'è qualche collegamento tra questi gruppi e le associazioni criminali».

L'avvertimento di Maroni segue l'assalto compiuto nella notte ai danni di due pattuglie dei carabinieri che prestavano servizio nel centro di Boscoreale. Un agente è rimasto ferito. Tre persone sono state fermate con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e violenza. L'aggressione è avvenuta lontano dalla rotonda Panoramica, diventata il quartier generale dei manifestanti.

A manifestare invece il proprio dissenso in nottata c'era solo tanta gente che lo faceva pacificamente, ma non meno decisa a mantenere un presidio a oltranza, fino alla rinuncia per decreto, da parte del governo, alla discarica di Cava Vitiello. Hanno deciso di non cedere alla tentazione del compromesso, giudicando positiva l'apertura di un tavolo tecnico ma ponendo una condizione irrinunciabile: occorre revocare con un decreto la legge 123 che stabilisce l'apertura della seconda discarica nel paese campano, dopo quella di Cava Sari. Un impegno formale che il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, per il momento, non è in grado di poter garantire.

Lo stesso Bertolaso ha intenzione di procedere al rispetto unilaterale del documento preparato venerdì sera in prefettura a Napoli, ripudiato dai sindaci interessati, a seguito delle pressioni delle comunità di Terzigno e Boscoreale contrarie all'apertura di una nuova discarica. Al termine dei tre giorni di moratoria indicati dal capo della Protezione civile, tra martedì e mercoledì, riprenderà il versamento dei rifiuti nella discarica. A questo proposito, secondo voci non ancora confermate, già nelle prossime ore potrebbero arrivare dei camion con terreno vegetale per la copertura dei rifiuti. Come reagirà la piazza? La gente al momento è frustrata, confusa. Sono già trascorsi due dei dieci giorni indicati dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per riportare la situazione alla normalità, ma la soluzione appare ancora lontana.

VAI ALLA PAGINA DI NEWS


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).