DAL MONDO09:37 - 03 giugno 2010

Licenziata dalla banca perché è troppo sexy

Un'impiegata americana fa causa alla Citigroup «Mi hanno discriminata per la mia bellezza»

di Sara Tieni
<p>Licenziata dalla banca perché è troppo sexy</p>

Bella, sensuale, anche troppo. A causa della sua avvenenza Debrahlee Lorenzana, 33 anni ragazza madre di origini portoricane, ha finito per rimetterci il posto. Lo sostiene il suo avvocato, in un'intervista al quotidiano newyorkese free-press Village Voice.

La ragazza è stata licenziata la scorsa estate dalla Citigroup Bank, per cui lavorava nella filiale di Manhattan. Ufficialmente per scarso rendimento. Ma lei non ci sta.

Secondo il racconto della donna infatti, i suoi problemi sarebbero iniziati quando il suo capo le avrebbe detto che non riusciva a concentrarsi sul lavoro. Da lì le avrebbe ordinato di vestirsi in modo più sobrio: maglioni a collo alto, niente tacchi, pantaloni aderenti e gonne.

Debrahlee, a quel punto, si sarebbe difesa sostenendo che l'abbigliamento delle colleghe fosse molto più audace. Per tutta risposta avrebbe ricevuto un: «Ma le loro forme sono diverse dalle tue». «Avrei potuto indossare una busta di carta e sarebbe stato lo stesso», ha confidato la donna. «Se non era per la camicia erano i pantaloni. Se non erano i pantaloni erano le scarpe».

Tanisha Ritter, un suo ex collega, la difende: «Ho visto gli uomini trasformarsi in una manica di idioti di fronte a lei. Ma non è colpa sua se si comportano in questo modo. E non avrebbe dovuto rimetterci». Tra occhiate e scenate, Debrahlee è stata licenziata, ma è convinta di essere stata «discriminata sessualmente».

«Ho lavorato duro per raggiungere questo incarico» racconta la Lorenzano, che dalla Citigroup percepiva uno stipendio di 70.000 dollari l'anno. La donna, madre di una bambina di 12 anni, che non è mai stata riconosciuta dal padre, ha anche i genitori a carico.

«Mi è stato detto che ero troppo attraente. Quando ho risposto che non sapevo che cosa farci, è scoppiato l'inferno». Da lì l'impiegata avrebbe fatto partire una causa per molestie sessuali. «Dopo di che, il mio ambiente di lavoro divenne ostile, doloroso e  insopportabile». Lei, pur disoccupata, non si perde d'animo «Finché avrò due braccia e due gambe che funzionano, mia figlia avrà del cibo e un tetto sulla testa».

«Dipendente da shopping» per sua stessa ammissione, confessa di adorare vestiti e accessori firmati e spendere una fortuna in abiti per lei e la figlia. Dietro il suo amore per lo shopping, la povertà patita da piccola: «Non avevo neanche i soldi per le scarpe di ginnastica così, a scuola, quando c'era ginnastica, correvo a piedi nudi».

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