DAL MONDO10:42 - 04 giugno 2010

Marea nera, al via il quarto tentativo per arginare i danni

È partito il quarto tentativo per provare a fermare la perdita di petrolio

di Greta Privitera
<p>Marea nera, al via il quarto tentativo per arginare i danni</p>
PHOTO GETTY IMAGES

È partito il quarto tentativo per provare a fermare la perdita di petrolio nel Golfo del Messico. La Bp, British Petrol, responsabile del disastro ambientale, ha posizionato questa notte un tappo su un braccio flessibile del pozzo danneggiato dal quale fuoriesce il greggio. Secondo la società petrolifera, ci vorranno tra le 12 e le 24 ore per capire se la misura adottata funziona.

Il presidente americano Barack Obama si è detto "furioso" e ha cancellato i suoi viaggi previsti dal 13 al 19 giugno in Australia ed Indonesia per recarsi in Louisiana.

Intanto la stagione degli uragani è appena iniziata e vi sono timori di danni aggiuntivi prodotti. «Gli esperti mi dicono che con ogni probabilità un potente uragano potrebbe essere paradossalmente meno pericoloso, perché potrebbe disperdere ogni cosa, frantumare la chiazza inquinante e disperdere la marea», ha detto Obama. Invece una tempesta tropicale meno potente potrebbe «riversare a riva la sostanza oleosa e colpire il fragile ambiente naturale della costa della Louisiana».

Il gruppo petrolifero Bp ha annunciato che finanzierà interamente con 360 milioni di dollari la costruzione di sei isole artificiali destinate a proteggere le coste della Louisiana dalla marea nera scaturita dal crollo della sua piattaforma nel golfo del Messico. Lo rende noto un comunicato dell'azienda petrolifera che ricorda la decisione del governo americano di costruire tali isole-barriera.

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