DALL'ITALIA11:28 - 10 giugno 2010

Delitto di Cogne, i periti: «La Franzoni non ricorda di aver ucciso il figlio»

Delitto di Cogne, i periti: «La Franzoni non ricorda di aver ucciso il figlio»

di Sara Tieni
<p>Delitto di Cogne, i periti: «La Franzoni non ricorda di aver
ucciso il figlio»</p>
PHOTO KIKA PRESS

Torino- Da sempre afferma di non ricordare di aver ucciso suo figlio Samuele. Ora è stato dimostrato che la famosa amnesia di Annamaria Franzoni sarebbe reale. Ne è convinto lo psichiatra Ugo Fornari, consulente dell'accusa, che aveva effettuato una perizia per la Procura  e che ieri ha testimoniato al processo «Cogne bis», in cui la Franzoni è imputata di calunnia dal pm Giuseppe Ferrando nei confronti del suo ex vicino di casa, Ulisse Guichardaz.

Lo riporta il Corriere della Sera. Annamaria davvero non ricorderebbe di aver ucciso, il 30 gennaio 2002, nel suo letto matrimoniale, il piccolo Samuele. La sua amnesia, la rimozione dalla sua mente di aver commesso un delitto terribile, sarebbe un meccanismo psicologico che sarebbe scattato per permetterle di sopravvivere.  Ricordare quello che ha fatto la porterebbe infatti a correre un rischio troppo altro: quello del suicidio.

A supportare questa tesi anche i risultati di un test scientifico, lo «Iat» (Implicit Association Test) sui suoi ricordi. Il test, elaborato negli Stati Uniti è stato applicato su di lei nel carcere di Bologna, dove la Franzoni sta scontando 16 anni per l'omicidio del figlio, da parte di due periti della difesa, Giuseppe Sartori e Pietro Pietrini dell'Università di Padova e di Pisa.

L'amnesia della Franzoni non sarebbe però scattata subito. Secondo Fornari, la donna (difesa attualmente dall'Avvocato Paola Savio), ha ricordato la realtà dei fatti, quindi di aver ucciso suo figlio, solo fino al febbraio 2002.

In quel periodo Annamaria disse al marito, intercettata durante una conversazione telefonica, che a commettere l'omicidio sarebbe stata la loro vicina, Daniela Ferrod.

«Quella telefonata è la sua unica confessione», commenta Fornari. «La Franzoni in quel momento ha spezzato in due la sua persona: ha preso la sua parte cattiva e l'ha proiettata nella Ferrod. In questo modo la Ferrod, nella sua testa, sarebbe divenuta l'Annamaria cattiva che culmina nell'uccisione di Samuele».

La denuncia della Franzoni nei confronti dell'altro vicino di casa, Ulisse Guichardaz, risale però al 2004, quando la mamma di Cogne avrebbe ormai rimosso il ricordo. L'amnesia sarebbe un dettaglio fondamentale  per il processo «Cogne bis», per dimostrare se la donna si sia resa conto o no di incolpare un innocente.

Secondo Fornari infatti, la donna avrebbe cercato un «capro espiatorio» proprio per non suicidarsi.

La Franzoni, intanto, è sotto vigilanza costante nel carcere Dozza di Bologna. Le porte della sua cella sono aperte costantemente e le sono stati tolti tutti gli ogetti potenzialmente pericolosi.

Anche per la difesa la donna «è genuinamente convinta della sua innocenza». Sottoposta allo Iat sarebbe risultato che «tutti i suoi ricordi sarebbero reali». La donna, sottoposta è stata sottoposta ad un'analisi comparativa di una serie di affermazioni al computer (tipo «ora sono seduta» o «sono in piedi»), alternate ad altre estratte dal processo. Sulla base della sua velocità di ripsposta, è stato stabilita «scientificamente» la genuinità della sua versione.


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