DAL MONDO09:23 - 14 giugno 2010

Belgio a rischio secessione (del Nord) dopo il voto

Le elezioni in Belgio hanno visto trionfare gli scissionisti e i socialisti

di Greta Privitera
<p>Belgio a rischio secessione (del Nord) dopo il voto</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

In Belgio vincono i socialisti e gli scissionisti. Il separatista del nord fiammingo  Bart De Wever (a sinistra nella foto) e il socialista del sud vallone Elio Di Rupo (a destra), sono i vincitori indiscussi di una campagna elettorale che ha radicalizzato il voto, ridimensionando tutti gli altri partiti, dai cristiano-democratici del premier uscente Yves Leterme alla destra xenofoba del Vlaams Belang.

«Abbiamo vinto, i fiamminghi hanno votato per il cambiamento e noi non li deluderemo, lo Stato deve essere riformato». Così il capo dei separatisti delle Fiandre ha annunciato la vittoria davanti a centinaia di sostenitori a Bruxelles venuti per festeggiare la valanga di voti per la sua Nuova alleanza fiamminga (N-Va) che ha travolto i partiti tradizionali.

Ma, come di previsione, il primo partito del Belgio diventa quello socialista guidato da Di Rupo che commenta così la vittoria: «Abbiamo ottenuto un successo spettacolare, i socialisti tornano il primo partito».

A scrutinio praticamente concluso di queste elezioni anticipate, l'N-Va conquista 27 seggi alla Camera federale, ben 19 in più degli 8 di tre anni fa. Non disponendo però di un alter ego francofono, l'N-Va viene scavalcata dalla famiglia socialista, che può sommare i 26 seggi (+6) ottenuti dal Ps di Di Rupo nella comunità di lingua francese ai 13 confermati dall'Sp.a nelle Fiandre, per un totale di 39 seggi.

In Belgio i partiti sono regionali e nel governo federale sono rappresentanti sia quelli espressione della comunità di lingua francese (Vallonia) sia quelli di lingua fiamminga (Fiandre). Solo nella regione di Bruxelles gli elettori possono scegliere sia gli uni che gli altri.

Alle spalle dei due vincitori, gli altri partiti sono tutti sconfitti, tranne gli ecologisti che aumentano di un seggio da 12 a 13. I liberali ne perdono 10 scendendo a 31. I cristiano democratici ne lasciano 13 calando a 27. La destra xenofoba del fiammingo Vlaams Belang si riduce di un terzo, scendendo da 17 a 12 seggi.

«Bisognerà governare con la N-Va», ha ammesso, già dopo le prime proiezioni, il capolista dei socialisti francofoni Paul Magnette. «Si tratta di un partito conservatore e nazionalista, ma non di un partito razzista come il Vlaams Belang per il quale sarebbe stato necessario un cordone sanitario».

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