DALL'ITALIA15:19 - 15 giugno 2010

Cold Case Italia

Abbiamo seguito gli investigatori, scoprendo che basta un dettaglio per inchiodare un killer.

di Tamara Ferrari
<p>Cold Case Italia</p>

L'ultima è stata quella su Elisa Claps. Ma ci sono state anche le indagini su Ottavia De Luise, che nessuno ha cercato per 35 anni, e Sandra Sandri, vittima di pedofili. Nell'ultimo anno, l'Unità delitti insoluti ha riesaminato più di 100 delitti. Abbiamo seguito gli investigatori, scoprendo che basta un dettaglio per inchiodare un killer. Anche molto tempo dopo.

«Il ritrovamento del corpo è importante anche per le indagini, perché, come nel caso Claps, può aiutarci ad arrivare all'arresto degli assassini. Spesso, però, a proporci nuovi spunti sono i familiari delle vittime». Come la mamma di Alessandra Sandri, 11 anni, scomparsa a Bologna il 7 aprile 1975 mentre andava a scuola. Una registrazione agghiacciante, in cui si sente la voce di un vicino di casa che interroga la ragazzina, dimostra che la piccola era vittima di un gruppo di pedofili. Nonostante questo, le ricerche all'epoca furono interrotte: Sandra, si diceva, aveva «deciso di cambiar vita». Nel 1982 due bolognesi furono condannati per aver abusato della bambina. E adesso, dopo 35 anni, uno dei due uomini è stato reinterrogato (l'altro è morto), sono state individuate altre vittime dei pedofili e gli esperti della Scientifica stanno cercando il corpo di Sandra Sandri lungo il fiume Savena, dove avvenivano gli stupri. «Le ricerche si fanno con il georadar, ma non sappiamo se il cadavere è davvero lì», dice Fabio Giobbi, dirigente dell'Unità delitti insoluti della Polizia e direttore della seconda divisione dello Sco ( Servizio Centrale Operativo).

L'articolo completo su Vanity Fair n.24 in edicola da mercoledì 16 giugno

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Fonte[ Vanity Fair ]

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