DALL'ITALIA10:05 - 15 giugno 2010

La proposta: «Facciamo le celle del sesso»

E'quanto sostiene il sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri

di staff Style.it
<p>La proposta: «Facciamo le celle del sesso»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«Servono stanze dove i detenuti possano fare sesso». È la proposta del sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri Elisabetta Alberti Casellati, che in merito al problema del sovraffollamento dei nostri istituti penitenziari (68mila detenuti a fronte di una capienza da 44mila unità), ai microfoni del Gr Rai Parlamento, ha detto: «Escludo che i suicidi siano dovuti al sovraffollamento, il problema è che si tiene poco conto dell'equilibrio affettivo dei reclusi: all'estero hanno stanze dove uno può avere rapporti sessuali con la moglie o la fidanzata, avere cioè una vita affettiva completa, per far sì che non si perda la propria identità sessuale».

Posta così, però, la questione - già stata sollevata negli anni 90, ai tempi del Partito dell'Amore di Moana Pozzi e Cicciolina, che si battevano anche per la sessualità nelle carceri - non convince, in primo luogo il sindacato di polizia penitenziaria, che per bocca del suo segretario generale Donato Capece risponde:  «Non riusciamo ad aprire nuove carceri, e lei parla di sesso? Per quello ci sono i permessi premio. E noi cosa dovremmo fare? Trasformarci in guardoni di Stato? Mancano agenti e strutture, questi sono i veri problemi».

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