DALL'ITALIA17:15 - 17 giugno 2010

Il padre taglia i fondi al filglio bocciato due volte, il giudice: «Ha ragione»

Bocciato due volte, il padre gli taglia gli alimenti. Il magistrato: «ha ragione il genitore»

di Sara Tieni
<p>Il padre taglia i fondi al filglio bocciato due volte, il
giudice: «Ha ragione»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Alla seconda bocciatura consecutiva il padre di Roberto, un diciannovenne di Gallarate ha deciso: «Basta, ti taglio i viveri». Il ragazzo non avrà più i 1.000 euro che il genitore gli versava mensilmente.

Questi soldi in realtà gli erano dovuti per legge in quanto lo studente è figlio di genitori separati dal 2006 e quindi la somma rappresenta un assegno di mantenimento. Lo riporta il Corriere della Sera.

Una volta bloccato l'assegno, il padre di Roberto è stato denunciato ma, a sorpresa, la magistratura di Busto Arsizio ha annullato l'esposto perché ha visto nell'azione del padre «non tanto l'intenzione di violare gli obblighi, ma al contrario quella di aiutare il figlio a maturare».

Una vicenda in controtendenza con la legge vigente che vede il dovere dei genitori, in Italia, di mantenere i figli anche oltre i 30 anni, se non hanno ancora raggiunto l'indipendenza economica (un anno fa a Bergamo il caso più recente).

Lo strappo tra Roberto e il padre risale all'estate 2009 quando, visti i deludenti risultati scolastici del ragazzo, il genitore, un imprenditore, gli aveva scritto una lettera in cui gli consigliava di trovarsi un lavoro «finalizzato a un futuro dignitoso per chi, alla tua età, deve essere considerato già un uomo». Il padre si dice inoltre non più disposto a versare un assegno «al buio», come se fosse una «pensione anticipata».

L'avvocato del ragazzo, Tatiana Ruperto, ha quindi denunciato il genitore in quanto «i suoi toni violano il diritto-dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli dettato dalla Costituzione». La denuncia è stata però bloccata dal pm Luca Gaglio, di avviso opposto.

Spetterà al gip, successivamente, ribadire questa decisione archiviando definitivamente il caso. Una questione finita solo sul piano penale perché, sotto quello civile, il braccio di ferro familiare continua: la sentenza di divorzio è infatti un «titolo esecutivo» ai cui obblighi nessuna delle parti può sottrarsi unilateralmente.

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RISULTATI
svetlinka 78 mesi fa

Per la mancanza dei padri cosi abbiamo il paese dei mammoni.

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