DAL MONDO12:40 - 17 giugno 2010

Attore egiziano abbraccia sul red carpet la collega israeliana: punito

Attore egiziano abbraccia sul red carpet la collega israeliana: punito

di Sara Tieni
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PHOTO CORBIS IMAGES

Rischiare la carriera, per un abbraccio. Succede al Cairo, nel 2010. L'attore egiziano Khaled al-Nabawy, 39 anni, è reo di aver abbracciato sul tappeto rosso, l'attrice americana di origini israeliane, Liraz Charhi, 32.

Il tutto è successo a Cannes, dove i due si godevano gli applausi sul tappeto rosso, per la loro parte nel film Fair Game di Doug Liman. Nella pellicola, gli attori interpretano un fratello e una sorella, sullo sfondo di una spy story ambientata in Iraq. Nel cast, di tutto rispetto, anche Sean Penn e Naomi Watts.

Allo scatto dei flash, i fotografi incitano Khaled e Liraz ad abbracciarsi. Le immagini fanno il giro del mondo e finiscono al centro di uno scandalo politico in cui l'unico a rimetterci è stato l'attore egiziano.

Lo riporta il Corriere della Sera. Il potente sindacato degli attori egiziano, corporazione di natura governativa, ha aperto un'inchiesta sul film e su quell'abbraccio. L'accusa è di «normalizzazione dei rapporti con Israele», attività punibile nonostante la pace firmata trent'anni fa tra i due Paesi.

Nabawy sarà interrogato, nei prossimi giorni, dal leader del sindacato Ashraf Zaki: «Gli chiederò se sapeva, prima di firmare la parte, che la Charhi era una cittadina americana di origini israeliane e che per due anni aveva prestato servizio nell'esercito sionista».

L'attore rischia una lunga sospensione, nel caso le sue risposte non dovessero soddisfare la commissione interna che esaminerà «il caso».

Cose normali in un Paese in cui il Ministro della Cultura minacciò di bruciare i libri in ebraico e dove, qualche settimana fa, l'Unione dei musicisti ha ottenuto che Elton John annullasse la data del suo concerto in Egitto in quanto «ateo e omosessuale».

«Nabawy sapeva che avrebbe pagato a caro prezzo questa nostra collaborazione» ha commentato Liraz Charhi «il regista Doug Liman aveva già ingaggiato un altro attore che si era poi ritirato. Disse che, se non l'avesse fatto, avrebbe smesso di lavorare in tutto il mondo arabo. Quando ci hanno fatto quelle foto», ha concluso l'attrice «sapevo che qualcuno si sarebbe arrabbiato. Ma non potevo immaginare una simile sostilità. E che l'avrebbero addirittura messo alla porta».

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