DAL MONDO21:36 - 20 giugno 2010

Gli azzurri visti da New York, spiegando le imprecazioni agli italoamericani

La partita al Cinque, ristorante italiano del Greenwich

di Enrica Brocardo
<p>Gli azzurri&nbsp;visti da New York, spiegando le imprecazioni
agli italoamericani</p>

Il New York Times l'ha segnalato come uno dei posti migliori a New York per i tifosi italiani che vogliono seguire la Coppa del mondo. È la Trattoria Cinque (perché cinque sono i piatti principali, italiani ovviamente, fra cui si può scegliere) al 363 di Greenwich Street, Tribeca.

«È qui che Puma ha scelto di presentare le maglie della nazionale lo scorso marzo, ed è qui che è stato organizzato uno dei tre party Peroni, sponsor ufficiale degli azzurri. Gli altri due erano, rispettivamente, a Roma e in Sud Africa», mi racconta con il suo pesante accento toscano Alessandro Refoni, il general manager del locale».

Domenica 20 giugno, a seguire la partita con la Nuova Zelanda, di connazionali ce ne sono parecchi: se non la maggioranza, quasi. Turisti come Claudia e Marco, o italiani che vivono qui, come Gianpaolo, che lavora a New York da tre anni nel campo della finanza e che si diverte con me a condividere il labiale di certe imprecazioni che il tifoso non madre lingua seduto accanto a noi non ha il privilegio di poter cogliere.

In giro per il locale non ci sono bandiere, in compenso parecchie maglie azzurre. Le indossano, per l'occasione, alcune cameriere ma anche parecchi clienti. Come un signore che in un mix di italiano e spagnolo («ho sposato una colombiana», si giustifica) racconta di essere figlio di emigranti originari della provincia di Varese e spiega di non essere affatto contento di come sta giocando l'Italia.

«Se l'Italia vince la Coppa», dice il proprietario, Russell Bellanca, padre italiano, di Roma, e madre americana, «ci sarà birra gratis per tutti». Gli chiedo se, nel caso, ci sarà anche un piatto speciale. Mi risponde che potrebbe essere un'idea ma che, essendo soprattutto appassionato di tennis, di sicuro ne farà preparare uno per Flavia Pennetta che intende invitare nel suo locale in occasione dei prossimi Us Open.

Non è il primo personaggio noto a venire a cena qui: «Almeno quattro volte alla settimana viene Harvey Keitel, anche Matt Damon si è visto più volte, e il cast dei Sopranos».

Insomma, c'è il rischio che se l'Italia riesca a non farsi buttare sul fuori al primo turno, la Trattoria Cinque possa diventare un posto perfetto per mettere d'accordo appassionati di calcio e di italian vip watching.


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