DALL'ITALIA18:01 - 22 giugno 2010

Giuseppe Genna: «L'esame di Maturità in Italia? Roba da alieni»

Giuseppe Genna: «L'esame di Maturità in Italia? Roba da alieni»

di Giuseppe Genna
<p>Giuseppe Genna: «L'esame di Maturità in Italia? Roba da
alieni»</p>
PHOTO LAPRESSE

Le tracce dei temi dati alla maturità italiana? E quale sarebbe la maturità italiana? Un Paese che l'ha superata da un pezzo e si sta spappolando come certi frutti, in una polpa zuccherina ma immangiabile? Oppure una nazione che, la maturità, non la supererà mai, uno Stato bamboccione emo o bimbominkia, dominato da un immaginario infantile desunto dalla televisione più felliniana del pianeta? E poi: perché "tracce"? Bisogna scovare qualcuno o qualcosa? E' una caccia al tesoro?

Sembrerebbe fantascienza e, come tutti i momenti collettivi di vita italiana, di fatto lo è. Letteralmente. Tanto per dire: uno dei temi, quest'anno, era sugli Ufo. L'anno prossimo sarà su Alonso in Ferrari. La scuola, pubblica o privata, nel concedere ai suoi allievi l'occasione di fare un'esperienza che tornerà nei loro incubi per una vita, rappresenta lo stato dell'arte nello Stivale. Ne esce un formidabile compromesso storico, una media delle temperature stagionali, ideologiche o meno. Una specie di mix tra un dibattito tra Cicchitto e Franceschini, intermezzato da ampi brani di Voyager di Roberto Giacobbo e Amici di Maria De Filippi.

Il criterio con cui si affrontano i temi è sì lo specchio dei tempi, ma quelli di 40 anni fa: è la lotta di classe. Si inizia dai temi di élite, raffinati, lunghissimi (ai miei tempi si dettavano, oggi è impossibile, sono papiri che neanche lo scriba di Nefertiti). Seguono i temi svagati, quelli da piccoli borghesi dei saperi, nella cui stesura ci si può sbizzarrire, perché ci sta tutto, da Fregene a Sharm el Sheik, da Brigitte Bardot a Barbara De Rossi. Poi ci sono i temi da proletariato - chi è poverissimo di nozioni ed è arrivato alla maturità in stato di vergognosa nudità vi si attacca, sono tematiche generalissime, perfino i concorrenti de L'eredità potrebbero svolgerli.

Quest'anno il compromesso storico è stato concordato senza nascondere le intenzioni di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. C'è da scrivere su Primo Levi oppure c'è da prendere in considerazione la tragedia delle foibe. E' un Primo Levi sterilizzato, educatino, che non rompe le gonadi a nessuno, quello somministrato ai "nostri ragazzi": nessun riferimento all'Olocausto bensì, con un esercizio acrobatico che strappa applausi, il Primo Levi post-Olocausto che scrive sugli autori che lo formarono prima dell'Olocausto. Sarebbe come avere chiesto all'ottantenne Solgenitsin (ci si può recare su Wikipedia, se non si sa chi è) di raccontare a che giochi giocava quando aveva otto anni - e poi dare un tema sulle sue innocenti dichiarazioni. A fronte di una tematica non propriamente di destra, ecco entrare nella scuola italiana il vessillo storico della destra italiana e cioè le foibe, che perfino sulla già citata Wikipedia costituiscono una voce ambigua e non neutrale. All'interno dell'àmbito storiografico c'è ancora disaccordo su questa delicata materia. E' dal 1996 che è esploso un dibattito prepotente su questo trancio di storia italiana di confine. Ora c'è una legittimazione istituzionale (il discorso del Presidente Giorgio Napolitano) e una scolastica. Con Primo Levi facciamo pari, anche se non proprio, perché dei milioni di sterminati nei campi nazisti non ne facciamo parlare. A conferma del compromesso storico, c'è appunto il tema di area storica: si cita da Mussolini e da Togliatti, da Aldo Moro e da Wojtyla. Tutto l'arco costituzionale degli anni della Prima Repubblica - mancano Ugo La Malfa e i repubblicani, Pietro Longo e i socialdemocratici, Renato Altissimo e i liberali, più Marco Pannella. Tutti contenti: il Paese è unificato, il Presidente lo è di tutti.

Si passa poi ad altre, perfino più rocambolesche tematiche. Con un titolo da magazine albanese, Piacere e piaceri, il tema di àmbito artistico letterario si nutre di sceltissima documentazione: un pezzo da D'Annunzio, uno da Leopardi, Ungaretti, Brecht, più tre quadri che tra loro c'entrano quanto uno Shuttle con un lemure, e che ai miei tempi si potevano vedere in cartolina, ma a nessuno veniva in mente che le cartoline fossero materia da tema in classe.

E proprio a un giorno dall'annuncio che, con tutta probabilità, verranno tagliati i fondi sulla ricerca contro la depressione, ecco un bel tema contro la depressione: la ricerca della felicità, con tanto di citazione dal filosofo Zygmunt Bauman, il teorico della "società liquida" che finalmente è passato di moda, dopo anni di fastidiosa insistenza sugli scaffali delle librerie (intoniamo un salmo per la salvezza del commissario che ha inserito la citazione da Bauman: qualcuno ha letto sul serio Bauman!).

Bauman, però, in un certo senso aveva ragione: questa è una società che si sta liquefacendo. State lontani dalla pozza fosforica in cui si ridurrà. E' una società decostruita e ridotta a un Drive In generalizzato, infatti, quella che commina ai maturandi un tema sugli Ufo, con tanto di domanda da filmone americano sull'invasione degli ultracorpi: «Siamo soli?». Questa l'ha veramente imposta Roberto Giacobbo, il lisergico vicedirettore di Raidue che presenta Voyager, un contenitore che sorpassa l'àmbito televisivo, discettando di rapimenti da parte degli alieni, calendari Maya che pongono al 2012 la fine del mondo, misteri delle piramidi, inquietanti teschi di cristallo, testimonianze di radioamatori che ascoltarono i russi nello spazio, templari, graal, Cristo che non è stato crocifisso ma è scappato con la Maddalena in India, Elvis è vivo e via dicendo. Un tema sugli UFO era impensabile perfino da Capitan Ventosa di Antonio Ricci - ammettetelo. Uno dei commissari ha letto Bauman e l'altro si sta guardando il rifacimento dei Visitors. La sottocultura eletta a questione fondamentale! Attendevamo questo dalla scuola italiana? E' questa la traccia da seguire per arrivare alla maturità? Gli omini verdi? I rettiliani? No, c'è anche di peggio: un tema sulla musica dove si cita Aristotele ma si può rispondere Lady Gaga.

Se la maturità scolastica è sempre un campione della società, quest'anno lo è nel senso di un campione delle acque inquinate del Lambro. C'è un genocidio nel Darfur, la più sconvolgente catastrofe ambientale nella storia degli Stati Uniti grazie alla British Petroleum, un disboscamento senza precedenti in Amazzonia, un'ecatombe in Kirghizistan, la più grave crisi economica mondiale dal 1929, l'avvento di nuovi protagonisti sulla scena geopolitica - tutta la realtà, insomma. Ma è sempre meglio occuparsi dei crop circle e degli alieni. Siamo il Belpaese, dopotutto: allegria!

Ah, l'anno prossimo la maturità la si fa tipo La ghigliottina nel gioco di Carlo Conti: tutti d'accordo?

 

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RISULTATI
Massimiliano 75 mesi fa

Consideri il mio un puro e semplice punto di vista, del tutto condivisibile o meno. Ho pensato, invece, che il tema sull'esistenza o meno degli extraterrestri sia molto interessante dal punto di vista dei notevoli aspetti sociologici e religiosi, che vanno al di là del tema a volte affrontato in maniera superficiale da alcune trasmissioni in TV. L'esistenza di una sola civiltà extraterrestre insieme alla nostra, sarebbe sicuramente una scoperta dalle così tante sfaccettature, emozionante e scovolgente allo stesso tempo che non osiamo nemmeno immaginare. Cercherei quindi di vedere le cose nella loro complessità e non con gli occhi superficiali della Tv e di chi critica con la sua stesso metro.

corrado 75 mesi fa

sono d'accordo con Dylan,troppo facile criticare e condannare , c'è da dire che la bravura di un maturando sta anche nel saper argomentare temi d'attualità e poco canonici...sono d'accordo sulla società ma non trascendiamo p.s ho fatto il tema sulla musica e di Lady Gaga non ho fatto il minimo riferimento :), speriamo lo stesso per gli altri!

Dylan 75 mesi fa

Personalmente ritengo il suo articolo un supplizio insopportabile, una nenia infinita di lamentele, di recriminazioni, completamente slegate dal contenuto delle tracce.Lei ha perfettamente ragione nel sostenere che le tracce di questa maturità sono state alquanto brutte ma da qui a dedurre che esse siano specchio della decadenza della società italiana ne passa,è troppo facile gettare fango così. Si poteva certo dire che la scelta di Levi sia stata alquanto infelice, visto che è un autore raramente trattato, che le foibe sono un argomento difficile poichè nei manuali di storia non si affronta in uno spazio superiore ad una pagina. Quel che più non accetto è la sua retorica, la sua implicita frustrazione contro un sistema che non lo apprezza, ma soprattutto il suo abbaiare senza proporre alternative. Non le piace il sistema? che cosa propone? Se le tracce della maturità sono simbolo della liquidazione della società, Lei che cosa vorrebbe fare? e, aggiungo, ha fatto qualcosa? Cordialmente

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