DALL'ITALIA09:30 - 22 giugno 2010

Muore in cella, la madre accusa: «Non è stato suicidio»

Muore in cella, la madre accusa: «Non è stato suicidio»

di Sara Tieni
<p>Muore in cella, la madre accusa: «Non è stato suicidio»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Non ci sta Grazia La Venia: suo figlio Carmelo Castro, 19 anni morto nel Carcere di piazza Lanza, Catania, lo scorso 28 marzo, non si sarebbe suicidato. Carmelo era stato arrestato quattro giorni prima per la rapina in una tabaccheria. Poi il decesso.

Lo riporta il Corriere della Sera. L'autopsia ha stabilito che «la morte è avvenuta per asfissia da impiccamento»: il giovane avrebbe attaccato il lenzuolo allo spigolo della branda e si sarebbe lasciato morire. Il pm, convinto che si tratti di un suicidio, ha quindi proposto l'archiviazione del caso.

Ma la madre avanza l'ipotesi di un  pestaggio prima dell'arresto e, a riprova, porta al petto una medaglietta che riproduce una foto segnaletica del figlio, diffusa dopo il fermo, che mostra sul viso delle tumefazioni: labbro e occhio gonfi.

«Forse lo hanno ripulito,» afferma la donna «ma si vede comunque un livido sopra l'occhio sinistro e il labbro gonfio, oltre all'orecchino strappato».

Le accuse sono rivolte ai carabinieri: «Lo hanno trattenuto in caserma un intero pomeriggio e io da sotto lo sentivo piangere e gridare. Poi ho anche trovato delle strane macchie, che secondo me sono sangue, sulle scarpe e il giubbotto che indossava».
«Carmelo - spiega - non era in grado nemmeno di allacciarsi le scarpe. Anche se aveva 19 anni era ancora un bambino. Come poteva attaccare un lenzuolo per impiccarsi?».


Diversi i punti oscuri. Il suicidio sarebbe avvenuto alle 12.30 del 28 marzo e l'autopsia ha accertato «la presenza nello stomaco di abbondante quantità di cibo non digerito».

Un fatto strano per l'Avvocato Vito Pirrone che, a parte trovare insolito la consumazione di un pasto così abbondante prima di un suicidio vuole «accertare a che ora è stato distribuito il pasto e i nomi dei detenuti-lavoranti che lo hanno distribuito».

Strano, secondo il legale, anche il trasporto all'ospedale del ragazzo su una normale auto e non su ambulanza, dopo potevano continuare le manovre rianimatorie.

I familiari di Carmelo chiedono la riapertura delle indagini, allargando gli accertamenti a quel che è avvenuto prima che Carmelo entrasse in carcere.

La vicenda è anche finita in Parlamento con due interrogazioni dei senatori Fleres (Pdl) e Casson (Pd).

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RISULTATI
xxx 78 mesi fa

hai ragione si vede benissimo che e stato pichhiato devono finirla con questa violenza!ma loro come se permettono di trattare i figli degli altri in questo modo?la famiglia deve sapere che gli e successo!no perche portano addosso una divisa possono camminare senza scrupoli di coscienza!!!siete senza cuore!!il dolore che provano la famiglia e un dolore che non puo essere mai colmato,ma almeno dategli l opportunita di avere GIUSTIZIA e chi ha fatto questo a CARMELO deve PAGARE!!!!!!!!!!!

S. Costa 78 mesi fa

Si vede benisimo che è stato picchiato. E' tutto gonfio in faccia. Forza non facciamo calare il silenzio su questo caso. Tutti devono avere diritto alla verità e non solo chi ha i soldi per permettersi gli onerosi costi delle denunce. Forse sarebbe il caso ,qualora non fosse stato fatto, di aprire una pagina su Facebook. Faccio tanti auguri alla famiglia affinchè si accerti presto la verità!che si svolgano tutte le indagini del caso per dare degne risposte alla famiglia. Verità e giustizia per tutti.

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