DALL'ITALIA18:12 - 23 giugno 2010

Gli amici: «La morte del modello Tom Nicon potrebbe essere un incidente»

Parlano gli inquilini del palazzo dove viveva

di Margherita Corsi
<p>Gli amici: «La morte del modello Tom Nicon potrebbe essere un
incidente»</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Tom Nicon, 22 anni, modello francese precipitato venerdì pomeriggio dal quarto piano di una palazzina milanese di viale Papiniano, era ospite di due amici. Era arrivato in città da pochi giorni per le sfilate di MiIano Moda Uomo, che si sono concluse ieri. In attesa dei risultati dell'autopsia, l'ipotesi più accreditata dagli inquirenti è che si tratti di suicidio. Il movente (forse): una storia finita male con la fidanzata, un'italiana che l'ha lasciato un mese fa.

Ma c'è anche un'altra storia, che raccontano gli inquilini del palazzo di viale Papiniano. Qui, chi lo conosceva bene, dicono tra le lacrime che Tom non può essersi tolto la vita. Si fa strada un'altra ipotesi: un incidente.

Tom sarebbe rientrato nel primo pomeriggio, intorno alle 14, dopo aver provato gli abiti di Versace per la sfilata che avrebbe dovuto fare l'indomani. L'ascensore era guasto. Il ragazzo ha fatto quattro piani di scale a piedi, racconta la portinaia. E' stata lei l'ultima a vederlo in vita: «Era sorridente, come al solito», dice. Pochi istanti dopo la custode ha sentito un tonfo nel cortile interno del palazzo. Nicon è precipitato dalla porta-finestra del pianerottolo, portava uno zaino grande e sembra che sia caduto di schiena. Secondo l'idea che si sono fatti nel palazzo, potrebbe avere avuto un giramento di testa, perdendo l'equilibrio.

Gli amici dicono di aver ballato con lui la sera prima: «Volevamo tirargli su il morale, perché era abbattutto per la delusione d'amore». Il lavoro andava a gonfie vele, la sua agenda era piena di impegni.

Tom Nicon, a soli 22 anni, aveva già sfilato per le maggiori griffe, da Versace a Vuitton, da Burberry a Hugo Boss. Piaceva a tutti (come ha ricordato Donatella Versace) ed era richiestissimo. In Francia era seguito dall'agenzia Success, mentre in Italia era tra i modelli rappresentati dalla prestigiosa D Management. Era arrivato a Milano quattro anni fa dal Sud della Francia, dove abitano ancora il padre scrittore, la madre e le due sorelle.

Ragazzo semplice, aveva attaccato al muro della sua camera 5 euro come portafortuna: non li avrebbe più toccati fino a quando i suoi sogni non si fossero realizzati. Una sera in discoteca un agente l'aveva notato, così è iniziata la sua carriera di modello. Malgrado il successo, non si è mai montato la testa. Anzi, prima o poi, diceva agli amici, avrebbe voluto cambiare lavoro.

> L'editoriale di Daria Bignardi


> Il ricordo dell'amica: «Sembrava un ragazzo felice»

> La vita di Tom Nicon

> La prima notizia della morte



Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).