DAL MONDO09:09 - 24 giugno 2010

Afghanistan, Obama rimuove il generale McChrystal

Il generale McChrystal è stato costretto alle dimissioni

di Greta Privitera
<p>Afghanistan, Obama rimuove il generale McChrystal</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Salta la testa del generale Stanley McChrystal, comandante americano nella guerra in Afghanistan. E a farla rotolare è proprio il presidente Barack Obama che lo ha rimosso dall'incarico per le critiche rivolte alla sua presidenza.

Il comando delle forze Usa e Nato è stato affidato a un altro stratega collaudato, il generale David Petraeus, l'uomo della strategia dei rinforzi del 2007 in Iraq.

McChrystal è caduto per un articolo della rivista Rolling Stone: un lungo profilo del giornalista freelance Michael Hastings, che riferiva una sequela parolacce e commenti da caserma sul presidente e sul suo staff che sarebero stati pronunciati dal generale.

«La sua condotta del generale non è stata all'altezza degli standard che si richiedono a un comandante», ha dichiarato Obama, affiancato dal vice Joe Biden, una delle vittime delle burle del Team McChrystal. Formalmente Obama ha «accettato le dimissioni del generale», ma nella realtà McChrystal è stato messo alla porta in un tesissimo faccia a faccia di una ventina di minuti nell'Ufficio ovale al termine del quale il generale, scuro in volto, aveva lasciato in auto la Casa Bianca senza fare dichiarazioni.

Obama ha detto che non ha licenziato McChrystal perché personalmente offeso dai commenti pubblicati su Rolling Stone, «la decisione è stata presa perché le parole del generale e del suo staff, inadatte alla bocca e al ruolo di un comandante, minacciavano di mettere in crisi il controllo civile sulle forze armate che è al cuore del nostro sistema». Secondo Obama, «la guerra è più importante di qualsiasi uomo o donna, che sia un soldato semplice, un generale o un presidente. È difficile perdere il generale McChrystal ma questa è la giusta decisione per la sicurezza nazionale».

A McChrystal, che ieri si era scusato pubblicamente e privatamente con le vittime della gaffe, non è rimasto che chiudere una carriera militare di successo con un breve comunicato: «Questa mattina il presidente ha accettato le mie dimissioni da comandante delle forze statunitensi e della Nato in Afghanistan. Sostengo fortemente la strategia e sono profondamente impegnato a fianco delle forze della coalizione, alle Nazioni nostri partner e alla gente afghana e mi dimetto in nome di questo impegno. E' stato un privilegio e un onore per me guidare i migliori della nostra nazione».

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