DALL'ITALIA16:08 - 28 giugno 2010

Federalismo demaniale, un'operazione da 3,2 miliardi

di Giorgio Dell'Arti

di Giorgio Dell'Arti
<p>Federalismo demaniale, un'operazione da 3,2 miliardi</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

È in marcia il federalismo demaniale, il cui decreto attuativo è stato emesso dal Consiglio dei ministri il 21 maggio. Si aspetta la lista ufficiale dei beni che lo Stato passerà a Regioni, Province, Comuni e Città metropolitane perché li gestiscano al meglio ed eventualmente li vendano.

Circola una prima lista: a Roma (che comprende un quarto di tutto il patrimonio) sono in procinto di cambiar padrone, tra gli altri, l'area dove si svolge il mercato di Porta Portese, il museo di Villa Giulia, il cinema Nuovo Sacher gestito da Nanni Moretti, la facoltà di Ingegneria a San Pietro in Vincoli.

Ma ci sono anche certi siti celebri delle Dolomiti, l'isola di Santo Stefano con il carcere in cui vennero rinchiusi tanti patrioti, gli isolotti prossimi a La Maddalena, il litorale demaniale del Lago di Como eccetera. Valore: tre miliardi e duecento milioni, molto inferiore alla stima commerciale.

Da tutti questi beni lo Stato non ricava che 189 milioni, l'idea è che gli enti locali sappiano fare meglio. In caso di «maltrattamenti del bene», poi, lo Stato può sempre commissariarlo. In caso di vendita, tre quarti della somma devono servire a ripagare i debiti dello stesso bene. Il resto è destinato a diminuire il debito pubblico.

> Guarda tutti i luoghi che lo Stato passerà agli enti locali


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