DALL'ITALIA14:54 - 28 giugno 2010

Lea Pericoli: «Capriati, un talento sprecato»

Il mito del tennis italiano racconta la campionessa in ospedale

di Tiziana Sabbadini
<p>Lea Pericoli: «Capriati, un talento sprecato»</p>

«Un grandissimo peccato». Queste le parole a caldo di Lea Pericoli, 75 anni, alla notizia che Jennifer Capriati  è stata ricoverata in ospedale per presunta overdose. Il mito del tennis italiano (26 titoli nazionali) ha lasciato la racchetta nel 1975 e da allora si è dedicata ai commenti delle partite in Tv e alla scrittura: suo il libro Mal d'Africa (Marsilio editore). La Pericoli ha però fatto in tempo a conoscere da vicino la campionessa Capriati:  14 titoli e oro alle Olimpiadi del 1992.

 

Allora, Lea, che  impressione ha avuto della Capriati quando l'ha vista da vicino?

«L'ho frequentata nel periodo in cui lavoravo per Tmc. A Milano, l'ho accompagnata da una stilista di alta moda. L'idea che mi ero fatta era di una ragazza di una vitalità straordinaria, ma in fuga da un padre troppo oppressivo. Lui era di origini italiane».

Ha conosciuto anche il signor Capriati?

«Sì, aveva protestato proprio per quel mio intervento. Jennifer a un certo punto si era staccato da lui ed era stata nel mirino della polizia perché, mi sembra, aveva tentato di rubare un anello di poco conto in un supermercato. Poi, si diceva sempre nel mondo del tennis, sarebbe finita nel girone della droga».

Ma poi la Capriati si era ripresa.

«Ed era anche tornata a giocare e aveva ricominciato a vincere perché credeva molto nel proprio talento. Si vede che è ripiombata nel vecchio incubo, se la notizia viene confermata».

Lei stessa aveva anche lasciato capire di avere gravi problemi personali.

«Cose private. Un peccato davvero per lei, per chi la ama e anche per il tennis».

Ma la Capriati, sui campi di tennis, com'era?

«Un grande braccio, ma non aveva un fisico all'altezza: non si sapeva muovere molto bene sui campi».


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