DALL'ITALIA16:07 - 28 giugno 2010

Talidomide, risarcimento dopo 50 anni alle vittime

Si conclude dopo 50 anni la battaglia delle 150 vittime italiane della talidomide

di Greta Privitera
<p>Talidomide, risarcimento dopo 50 anni alle vittime</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Si conclude dopo 50 anni la battaglia delle 150 vittime italiane della talidomide, il farmaco utilizzato tra il 1959 e il 1965 come anti emetico e sedativo anche in gravidanza, che ha portato a migliaia di casi di malformazioni neonatali (embriopatia talidomidica) e morte perinatale in tutto il mondo.

È la pratica 48396, di Antonella Bertana di 48 anni, una signora torinese, ad aver ottenuto il diritto a un risarcimento. Riceverà un indennizzo di circa 4.000 euro esentasse.

Lo ha stabilito un decreto firmato dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, in attesa ora di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, che dopo mezzo secolo riconosce l'esistenza dei danni provocati dal farmaco.

Si stima che oltre 20.000 bambini nel mondo, di cui migliaia in Europa, siano nati affetti da focomelia, un raro difetto che impedisce la crescita delle ossa lunghe, il farmaco fu pertanto bandito all'inizio degli anni 60.

Il decreto mette fine così a un lungo iter per il riconoscimento dei danni della talidomide iniziato, per opera di Tai Onlus, Associazione per la tutela dei diritti civili dei Thalido­midici italiani, nata nel 2004 con l'obiettivo di salvaguardare la dignità della vita dei Thalidomidici italiani, dimenticati per mezzo secolo.

«Siamo molto soddisfatti di questo risultato», ha detto Nadia Malavasi, presidente di TAIonlus, a nome di tutti gli Associati . «Soprattutto siamo grati a ogni rappresentante delle Istituzioni che ci ha ascoltato e combattuto questa battaglia al nostro fianco. Penso a Carlo Giovanardi, Antonio Borghesi, ed Antonio Tomassini, che si sono impegnati per far sì che questo risultato sia ora diventato realtà. Ma il conseguimento di questo nostro, primo, obiettivo non ci distoglie dal nostro dovere di evitare che simili tragedie non si verifichino più con l'utilizzo di talidomide per il trattamento di altre patologie, come i tumori del sangue».

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