DAL MONDO12:33 - 18 marzo 2011

Libia: via libera dell'Onu all'attacco militare contro Gheddafi

La Francia annuncia che i raid aerei potrebbero iniziare nelle prossime ore

di Flavia Parini
<p>Libia: via libera dell'Onu all'attacco militare contro
Gheddafi</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Aggiornamento delle ore 17.30: Le ultime notizie riferiscono che Gheddafi avrebbe proclamato una tregua del conflitto. Il colonnello avrebbe infatti ordinato il cessate il fuoco con l'intenzione di rispettare la risoluzione dell'Onu.

Da parte degli Stati Uniti, della Francia e degli altri Paesi occidentali, c'è cautela nel credere alle parole del rais. Secondo i ribelli, infatti, quello di Gheddafi potrebbe essere un bluff messo in atto per allontanare, almeno momentaneamente, il pericolo di un attacco.

Intanto il governo italiano ha dichiarato che appoggerà le forze americane, inglesi e francesi mettendo a disposizione sette basi aeree, ma probabilmente anche partecipando alle azioni militari Onu.


Il regime di Gheddafi sta per finire? È questo quello che in queste ore si sta chiedendo, con trepidazione, tutto il popolo libico. Dopo 40 anni di dittatura e diverse settimane di rivolte e repressioni, infatti, ieri sera è sembrato accendersi un barlume di speranza: le Nazioni Unite, a New York, hanno approvato una risoluzione che autorizza a prendere «tutte le misure necessarie» per fermare la strage in Libia.

In casi come questi, si sa, con l'espressione «tutte le misure necessarie» si intendono i raid aerei, l'attacco militare e la guerra. Innanzitutto il documento prevede l'istituzione della «no fly zone», dunque vieta tutti i voli sulla Libia, ad eccezione di quelli umanitari. Sono stati inoltre bloccati diversi enti finanziari di Tripoli, come la Central Bank of Liybia. Con queste misure, che bloccano anche i voli commerciali, l'Onu intende fermare l'afflusso di denaro nelle casse del colonnello Gheddafi e l'arrivo di nuovi mercenari.

La risoluzione Onu, che permette l'intervento militare ma vieta l'occupazione del territorio libico da parte delle forze occidentali, chiede la fine delle ostilità e che Gheddafi faccia cessare immediatamente i bombardamenti sulla popolazione civile.

La decisione delle Nazioni Unite ha, naturalmente, provocato l'esultazione dei ribelli libici e del popolo vittima delle repressioni: nella notte scorsa la piazza di Bengasi si è riempita di persone che inneggiavano all'intervento militare e che sventolavano la bandiera della Libia e quella francese. È la Francia, infatti, la nazione che più ha sostenuto nei giorni scorsi la necessità di un intervento militare in Libia.

Non appena resa nota la decisione dell'Onu, dal governo di Tripoli è sembrato arrivare un segnale positivo: «Accettiamo la risoluzione dell'Onu - ha dichiarato il viceministro degli Esteri Khaled Kaim -. Siamo pronti a rispettare un cessate il fuoco, aspettiamo i dettagli tecnici della risoluzione».

Attualmente, però, la situazione non sembra affatto quella di un cessate il fuoco: questa mattina, infatti, le forze pro-Gheddafi hanno bombardato la città di Misurata, una delle sedi dei ribelli, causando quattro morti e oltre 70 feriti. Sembrano per ora essere cessati i bombardamenti a Bengasi, dove però uno dei figli del colonnello ha annunciato un accerchiamento per disarmare i ribelli.

Intanto, le forze occidentali si preparano all'eventualità, sempre più realistica, di un intervento militare. Francia, Inghilterra e Stati Uniti armano i loro aerei e i Paesi della Nato organizzano riunioni degli esecutivi per decidere sul da farsi. Alcune nazioni, come Germania, Cina e Russia (che si sono astenute nella votazione di New York), hanno già dichiarato che non parteciperanno agli interventi.

L'Italia, dopo un incontro tra il premier Silvio Berlusconi, il ministro della Difesa La Russa e il Presidente Giorgio Napolitano, ha annunciato che metterà a disposizione le proprie basi militari. E il ministro francese Juppè ha dichiarato che i raid aerei potrebbero incominciare già nelle prossime ore.


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RISULTATI

Come Ilrai contraria contraria

concetta 69 mesi fa

attenzione nn si può rimanere neutrali davanti a chi nn vuole andarsene cn il consenso del proprio popolo,specialmente se sn a soli 113km di distanza

illari 69 mesi fa

sono contraria a qualsiasi intervento militare esterno in libia

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