DAL MONDO11:44 - 21 marzo 2011

Libia: aerei italiani contro Gheddafi

Ma Napolitano avverte: «Non siamo in guerra. È un'operazione autorizzata dall'Onu»

di Flavia Parini
<p>Libia: aerei italiani contro Gheddafi</p>
PHOTO AP/LAPRESSE

Proseguono ormai da tre giorni gli attacchi in Libia ad opera della coalizione anti-Gheddafi. Dopo la risoluzione delle Nazioni Unite approvata il 18 marzo a New York, nel tardo pomeriggio di sabato 19 Francia, Inghilterra e Stati Uniti hanno dato il via ai raid aerei e ai bombardamenti su Tripoli e su altre zone della Libia.

L'operazione «Odissey Dawn» (alba di Odissea), che ha visto impegnate le tre Nazioni della coalizione in diversi interventi, ha come obiettivi principali l'attuazione della «no fly zone» e la difesa del popolo libico da un massacro repressivo. Questo si traduce nel bombardare le forze militari del colonnello Gheddafi al fine di indebolire le sue risorse e indurlo a ordinare il cessate il fuoco.

Ordine che, però, non è ancora uscito dalla bocca del rais, nè, forse, gli ha mai sfiorato il pensiero. A invitare alla tregua, infatti, è stato ieri sera un portavoce militare libico, non il colonnello, che, anzi, nella mattinata di ieri, attraverso la tv libica, aveva rilasciato dichiarazioni allarmanti: «La nostra terra sarà un inferno per voi - ha detto Gheddafi -. Barbari, vi sconfiggeremo. Tutto il popolo libico è in armi e pronto a una guerra lunga». E, preso atto della decisione dell'Italia di partecipare alle operazioni, ha aggiunto: «Italia, sei una traditrice».

Le minacce, com'era prevedibile, non hanno sortito nessun effetto sulle operazioni militari: i raid sono continuati per tutta la notte e ieri sera, intorno alle ore 20, sono partiti da Trapani sei cacciabombardieri italiani per partecipare alla missione. Il contributo dell'Italia, dunque, è passato dalla sola messa a disposizione delle basi militari a una partecipazione attiva alle operazioni della coalizione. «Partecipiamo alla pari a questa operazione - ha dichiarato il ministro della Difesa Ignazio La Russa -. L'Italia aveva una sola scelta e questa scelta è stata fatta, anche se senza nessun entusiasmo. Non c'è mai entusiasmo nell'usare le armi».

L'Italia è dunque entrata ufficialmente in guerra? È questa la domanda che si pongono questa mattina centinaia di italiani preoccupati della situazione nel Mediterraneo. «No, non siamo in guerra - ha risposto ieri il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano -. Siamo impegnati in un'operazione autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu. In Libia abbiamo avuto una repressione forsennata e violenta rivolta contro la stessa popolazione libica da parte del suo leader Gheddafi. Non si può rimanere indifferenti».

I dubbi di molti, tuttavia, rimangono. Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, ha preso le parti della Germania e dei Paesi che si sono astenuti dal votare la risoluzione Onu. Perplessità ci sono anche da parte della Lega Araba, che ha approvato la «no fly zone», ma che ora teme si stia andando oltre questo obiettivo. La paura di molti è che i bombardamenti possano causare vittime tra i civili e si fa largo nel pensiero di alcuni il sospetto che le forze occidentali mirino al petrolio e all'occupazione del territorio libico.

Intanto, si susseguono le voci sulla presunta morte di Khamis Gheddafi, uno dei figli del rais, probabilmente ucciso a Tripoli da un pilota libico passato dalla parte dei ribelli.

 


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RISULTATI
illari 66 mesi fa

è una aggressione alla libia!

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