DALLA SOCIETA'12:01 - 23 marzo 2011

Una donna entrerà presto nell'Uefa

Ad annunciarlo è stato il presidente Michel Platini durante il Congresso di Parigi

di Flavia Parini
<p>Una donna entrerà presto nell'Uefa</p>
PHOTO GETTY IMAGES

«Le donne hanno molto da offrire per la crescita del calcio»: sono queste le parole con cui Michel Platini, presidente dell'Uefa, ha motivato la sua decisione di incentivare l'entrata delle donne negli organi decisionali della federazione calcistica. L'annuncio è stato fatto ieri, a Parigi, durante il Congresso ordinario dell'Uefa, proprio dal presidente, appena rieletto per acclamazione: presto una donna entrerà a far parte del Comitato esecutivo.

«Entrerà presto: questione di giorni, non di anni - ha dichiarato Platini -. La accoglieremo nelle prossime settimane. Questo è solo un primo passo simbolico, ma i simboli a volte sono importanti per cambiare il nostro modo di pensare. Vogliamo rompere la barriera di vetro che preclude alle donne il raggiungimento dei ruoli più alti all'interno delle organizzazioni calcistiche. Vogliamo che in futuro ci sia una migliore rappresentazione del genere femminile all'interno degli organi decisionali».

Con queste parole, il presidente Platini si è guadagnato un nutrito applauso da parte dei membri delle 53 federazioni europee riunite. A partire dalle prossime settimane, dunque, una donna (di cui ancora non si conosce il nome) sarà invitata a partecipare alle riunioni del Comitato esecutivo dell'Uefa. Sarà anche un passo simbolico, ma quello dell'Uefa ci sembra un passo davvero importante: apre infatti alle donne uno degli universi tradizionalmente più maschili, quello del calcio.

Intanto, ieri a Roma sono stati diffusi i dati sulla componente femminile nei consigli di amministrazione delle società italiane quotate in borsa: le donne sono 173, gli uomini 2646. Una situazione che, come sappiamo, è al centro della lotta delle parlamentari, guidate da Lella Golfo, che hanno presentato il disegno di legge sulle quote rosa. Il ddl, che prevede delle sanzioni per le società che entro il 2015 non avranno un cda composto per il 30% da donne, ha avuto il via libera del Senato ed ora deve essere esaminato dalla Commissione Finanze della Camera.


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