DALL'ITALIA16:33 - 30 marzo 2011

Delitto dell'Olgiata: in manette il domestico della contessa

Il Dna di Winston è stato ritrovato sul lenzuolo con cui fu strangolata la donna

di Flavia Parini
<p>Delitto dell'Olgiata: in manette il domestico della contessa</p>
PHOTO LAPRESSE

Sono trascorsi quasi 20 anni dalla mattina del 10 luglio 1991, quando la contessa Alberica Filo della Torre fu uccisa nella sua villa dell'Olgiata, vicino a Roma. La nobildonna fu colpita alla testa con uno zoccolo e fu poi strangolata con un lenzuolo e lasciata morire nella sua camera. L'identità dell'assassino è sempre rimasta un mistero, almeno fin'ora.

Ieri, infatti, i Carabinieri hanno fermato Manuel Winston, un uomo di origine filippina che all'epoca dei fatti lavorava come domestico nella villa dell'Olgiata. Si sospetta che l'uomo possa essere l'omicida della nobildonna. Le indagini, riaperte nel 2006 su richiesta di Pietro Mattei (vedovo della contessa) hanno raggiunto un punto di svolta quando è emersa una nuova prova: sul lenzuolo usato per strangolare la donna sarebbe stata trovata una traccia del Dna di Winston.

La traccia era sfuggita all'esame effettuato dalle forze dell'ordine nel 1991, certamente perchè le tecniche di rilevamento del Dna erano ancora agli albori. Le nuove tecniche scientifiche, in particolare il livello avanzato a cui sono arrivati oggi i test del Dna, sono in effetti le motivazioni principali che stavano alla base della richiesta di riapertura del caso fatta da Mattei.

Ma quale sarebbe il movente dell'omicidio? Secondo le forze dell'ordine, Winston, che ora ha 41 anni, era stato licenziato dalla contessa pochi giorni prima del delitto a seguito di un'accesa discussione tra i due. La diatriba sembra riguardare un prestito economico che Alberica Filo della Torre avrebbe concesso al domestico filippino e che egli non avrebbe mai restituito. La circostanza del licenziamento, inoltre, sembra confermare la gravità della prova del Dna: non lavorando più nella villa, infatti, era ancora più difficile che il Dna di Winston potesse essere ritrovato nella camera della donna.

Naturalmente, non si sa ancora nulla di definitivo. Di certo, però, siamo di fronte ad una grande svolta per un caso, come quello dell'Olgiata, che sembrava essere ormai destinato a giacere per sempre nell'elenco dei «cold case made in Italy».


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