DAL MONDO17:08 - 09 maggio 2011

Stati Uniti, nel mirino la banda delle nonne rapinatrici

Le signore, nascoste sotto grossi cappelli colorati, hanno già racimolato mezzo milione di dollari

di Flavia Parini
<p>Stati Uniti, nel mirino la banda delle nonne rapinatrici</p>
PHOTO AP/LAPRESSE

«La gang delle cappellaie matte»: è questo il soprannome con cui la polizia di Detroit ha ribattezzato la banda di signore rapinatrici che ormai da un anno sta seminando furti in tutta la città.

Nascondendo il viso sotto un grosso cappello colorato, le signore, tutte in età piuttosto avanzata, agiscono sempre nei centri commerciali e nei supermercati seguendo un copione preciso: si avvicinano alla vittima, camminano per un tratto accanto a lei e, quando questa si distrae, le sottraggono il portafoglio.

Spesso, inoltre, le rapinatrici rubano le borsette lasciate nei carrelli della spesa o nei passeggini. In un anno, le «nonne arzille» hanno racimolato un bottino che, tra contanti, carte di credito e assegni, ammonta a circa mezzo milione di dollari.

Dopo il furto, la ladra consegna il maltolto a una collega, che si precipita a ritirare il denaro dalla banca (se si tratta di assegni e carte di credito) oppure ad acquistare merci nei negozi.

«Chi può sospettare che quelle signore con quei grossi cappelli siano truffatrici e ladre? - ha spiegato il tenente di polizia Luke Riley al The Detroit News dopo l'ultimo colpo, messo a segno la scorsa settimana - Per questa ragione riescono sempre a farla franca, a muoversi in tutta tranquillità tra negozianti, rivenditori e banche».

La polizia non ha ancora dati certi che possano confermare di quante persone è composta la banda, ma probabilmente si tratta di circa 5 o 6 signore. Secondo la testimonianza di una delle vittime, una di loro sembra avere almeno 70 anni.


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
calzo36 67 mesi fa

forse prendono trp ormoni x la menopausa !?!

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).