DAI PALAZZI14:03 - 11 maggio 2011

Da Berlusconi a Churchill: la politica dell'igiene personale

Ieri, in un comizio a Crotone, il premier ha detto che «i leader della sinistra non si lavano»

di Flavia Parini
<p>Da Berlusconi a Churchill: la politica dell'igiene personale</p>
PHOTO LAPRESSE

«Fare il bagno nella vasca è di destra, far la doccia invece è di sinistra». Di certo quando cantava questa canzone, nel 1994, Giorgio Gaber non avrebbe mai immaginato che l'igiene e la pulizia sarebbero diventati "argomenti da campagna elettorale".

Invece ieri, a Crotone, durante una manifestazione politica a sostegno del candidato sindaco del Pdl, il premier Silvio Berlusconi ha detto che «i leader della sinistra non vanno in bagno molto spesso, visto che si lavano poco».

Il problema, dunque, non sembrerebbe legato alla scelta della vasca o della doccia, ma proprio a una più profonda questione igienica. La risposta di Pierluigi Bersani è stata tempestiva: «Se non ci laviamo, è perchè siamo puliti», ha detto il leader del Pd, chiaramente non riferendosi alla pulizia del corpo.

Ma come mai un argomento di questo genere è riuscito a entrare in un comizio elettorale? Spesso i politici - si sa - nei loro discorsi fanno leva su argomentazioni strane, ma forse quella della pulizia non si era ancora mai sentita.

In realtà, come sottolinea Repubblica, il presidente Berlusconi sembra avere una sorta di ossessione per l'igiene, e pare perseguire una ricerca della perfezione che passa in primis attraverso il buon odore. Famoso è l'episodio sull'alito degli onorevoli di Forza Italia: Berlusconi, dopo aver subìto in aula il cattivo odore del fiato di un suo ignoto onorevole, ha mandato a tutti i deputati del partito un flaconcino di spray per l'alito.

Secondo i verbali del processo Ruby, invece, sembra che il premier abbia invitato una delle sue ospiti ad andare in bagno a lavarsi, perché emanava cattivo odore.

Insomma, per il premier la pulizia è una cosa importante, da cui non si può prescindere. Ma, nella storia, non è il solo leader politico che ha manifestato una certa fissazione per l'igiene. Anzi, è in buona compagnia.

Napoleone, per esempio, aveva una vasca da bagno in rame da cui non si separava mai, neanche nei suoi numerosi viaggi; mentre Winston Churchill era affetto da rupofobia (la paura della sporcizia) e trascorreva anche due o tre ore al giorno nella vasca da bagno.

Saddam Hussein, invece, viveva nella paura dei batteri, si lavava le mani di continuo e spesso chiedeva al suo staff di disinfettare gli ambienti dove doveva recarsi. La stessa fissazione per i batteri affliggeva anche Benito Mussolini.

C'è dunque un legame tra il potere e la pulizia? Potrebbe anche essere. Anche se non va dimenticato che il Re Sole, a capo della Francia per moltissimi anni, è rimasto celebre nei secoli anche per la sua tremenda puzza. E che dire di Jean Paul Marat? Il rivoluzionario giacobino, che il potere se lo stava conquistando, è morto proprio mentre si stava facendo il bagno.

Nessuna certezza, dunque. Anzi, una forse c'è: nelle elezioni amministrative di domenica prossima, l'odore dei candidati non sarà un elemento decisivo.


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RISULTATI
illari 64 mesi fa

siamo alla frutta

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