DALL'ITALIA15:12 - 12 maggio 2011

Un mese sigillati in casa per dire «no» al nucleare

A partire dal 12 maggio, quattro ragazzi simuleranno un mese di vita dopo un incidente atomico

di Flavia Parini
<p>Un mese sigillati in casa per dire «no» al nucleare</p>

Barricarsi in un luogo chiuso, sigillando porte e finestre. Spegnere tutti i sistemi di ventilazione e condizionamento. Evitare cibi freschi, come vegetali, latte, formaggi, carne e pesce e non bere acqua del rubinetto.

Sono queste le misure previste dal protocollo di radioprotezione in caso di incidente nucleare. Ed è proprio così che Giorgio, Alessandra, Pierpaolo e Luca hanno deciso di vivere per trenta giorni in un appartamento di Roma. E, per sopravvivere, hanno fatto scorta di pasta, biscotti, cibi in scatola e acqua in bottiglia.

Inoltre i quattro ragazzi hanno a disposizione un computer e un collegamento a internet coi quali possono riprendere 24 ore su 24 la loro "vita sigillata" e diffonderla tramite la rete. Il loro obiettivo, infatti, è quello di mostrare in diretta a tutti gli italiani quali sarebbero le conseguenze di un incidente nucleare.

L'inziativa, sostenuta da Greenpeace, parte il 12 maggio e termina in concomitanza con l'apertura delle urne referendarie. La campagna, intitolata «I pazzi siete voi», vuole convincere i cittadini italiani a dire «no» alle centrali nucleari e, dunque, a votare «sì» al referendum in programma per il 12 e il 13 giugno (del quale si continua a sapere molto poco).

Nel video i preparativi di Giorgio, Alessandra, Pierpaolo e Luca prima di "sigillarsi" in casa.


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