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Il vento di libertà della primavera araba è ben
lungi dal placarsi. Anzi, nelle ultime settimane sembra essere
arrivato a soffiare fino in Arabia Saudita.
Le protagoniste di questa nuova ribellione sono le donne
saudite. Stanche di vedersi negati i propri diritti
(non possono votare, nè scegliersi il
marito) hanno deciso di iniziare una rivolta che, dalle
piccole cose, possa portare alla conquista della libertà.
Il primo passo è dunque «Io guiderò», una
manifestazione in programma per il 17 giugno: le
donne di tutta l'Arabia Saudita sono invitate a mettersi al
volante e a sfidare la legge che impone alle donne il
divieto di guidare.
Come già accaduto per le rivolte tunisine ed egiziane,
l'organizzazione della protesta passa dal web:
Twitter e Facebook sono invasi
dal tam tam delle donne saudite che rivendicano il diritto di
mettersi al volante di un'automobile e di spostarsi
autonomamente.
«Siamo nel 2011 e stiamo ancora discutendo su questo
insignificante diritto - scrivono su Twitter le promotrici della
"Women2drivecampaign" -. Ora vedremo cosa
succederà il 17 giugno, ma una cosa è certa: se il
governo deciderà la strada della repressione, apparirà a tutto il
mondo eccessivamente irragionevole e duro. Se invece permetterà
alle signore di guidare, cadrà la barriera della
paura di fronte a questo e ad altri divieti».
Manal, una delle donne che sostiene la
campagna, ha raccontato su Facebook che lei sfida già abitualmente
il divieto, guidando la macchina in città . Altre
donne, invece, guidano nelle zone desertiche,
fuori città, dove il rischio di venire fermate e
arrestate è minore.