DAL MONDO10:50 - 08 giugno 2011

Siria: arrestata Amina, la blogger della rivolta

La ragazza teneva un blog in cui denunciava gli abusi del regime di Assad

di Flavia Parini
<p>Siria: arrestata Amina, la blogger della rivolta</p>

«Oggi potrebbe essere l'ultimo giorno per me. Oppure domani potrebbe essere il primo giorno della nuova Siria». È questo uno degli ultimi post pubblicati online da Amina Arraf, blogger siriana di 34 anni.

Considerata già da tempo un'eroina della rivolta siriana contro il regime di Assad, la ragazza è stata arrestata martedì pomeriggio a Damasco e da allora nessuno ha più avuto sue notizie.

Amina, nata da padre siriano e madre americana, è tornata in Siria dopo molti anni trascorsi negli Usa e ha aperto un blog, «A Gay Girl in Damascus», in cui raccontava la difficoltà di vivere la propria omosessualità nella società siriana, in cui essere gay è illegale.

Quando è scoppiata la protesta del popolo siriano, Amina ha iniziato a raccontare sul suo blog le fasi della rivolta e a denunciare le violente repressioni messe in atto dai militari di Assad. Il suo diario online è diventato talmente celebre da essere diventato un'importante fonte di informazione per i media internazionali.

Per ben due volte Amina è stata raggiunta e minacciata dai militari del regime, ma lei ha continuanto a scrivere, convinta che «se riusciamo a uscire allo scoperto in modi diversi, gli altri potranno seguire il nostro esempio». E scriveva: «Devo fare qualcosa di coraggioso e visibile. Io posso, perché ho doppia cittadinanza (siriana e americana, ndr) e parenti con ottimi contatti politici».

Evidentemente, però, neanche lei poteva farlo. Martedì pomeriggio, infatti, tre uomini armati (riconducibili alle forze militari di Assad) l'hanno avvicinata mentre camminava per strada con un'amica, le hanno coperto la bocca con una mano per impedirle di urlare e l'hanno costretta a salire su una Dacia Logan rossa. Secondo quanto raccontato sul blog da alcuni testimoni dell'arresto, sul finestrino dell'auto era visibile un adesivo di Bassel Assad, il fratello defunto del presidente.

La notizia della cattura di Amina è stata data, sempre sul blog, dalla cugina Rania: «Pensiamo che venga liberata presto. E continuamo a pregare». Intanto sul web è nata una mobilitazione di persone che chiedono la liberazione della blogger.

Secondo le organizzazioni umanitarie, sono 10 mila le persone arrestate e scomparse durante la repressione della rivolta del popolo siriano. Tra di loro ci sarebbero anche donne e bambini.


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