DALL'ITALIA18:00 - 28 giugno 2011

Anonymous, attacco hacker all'Agcom

Gli hacker sono contrari al regolamento per la rimozione dei siti che violano il diritto d'autore

di Flavia Parini
<p>Anonymous, attacco hacker all'Agcom</p>

La guerra degli Anonymous italiani sembra destinata a continuare per lungo tempo. Anzi, forse siamo solo alla fase iniziale. Il gruppo di hacker italiani appartenenti alla rete Anonymous, a cui fanno riferimento gli hacker informatici di tutto il mondo, sta infatti prendendo di mira molti siti internet d'Italia.

L'ultima azione dei sabotatori si è svolta martedì nei confronti del sito dell'Agcom: alle 12 è partito l'attacco e gli hacker si sono scatenati cliccando selvaggiamente www.agcom.it e mandando in tilt il portale.

Secondo il comunicato diffuso online dagli Anonymous, l'autorità garante per le comunicazioni sarebbe colpevole di voler adottare, in data 6 luglio, il nuovo regolamento sui contenuti pubblicati online che violano il diritto d'autore.

«L'Agcom vorrebbe istituire una procedura veloce e puramente amministrativa di rimozione di contenuti online considerati in violazione della legge sul diritto d'autore - si legge sul comunicato diffuso dagli Anonymous -. L'Autorità potrebbe sia irrogare sanzioni pecuniarie molto ingenti a chi non eseguisse gli ordini di rimozione, sia ordinare agli Internet Service Provider di filtrare determinati siti web in modo da renderli irraggiungibili dall'Italia».

«No Web Censure», infatti, è stato lo slogan dell'operazione. Ma non si tratta del primo attacco degli Anonymous italiani: la scorsa settimana gli hacker hanno portato a termine altre due operazioni. La prima aveva come bersaglio il premier Silvio Berlusconi e ha mandato in tilt i siti web del Popolo della Libertà . La seconda, invece, chiamata «Payback Italy», ha colpito i siti istituzionali del Governo, della Camera e del Senato.

Le modalità sono sempre le stesse: si tratta dell'attacco Ddos (Distributed denial of service), un massiccio numero di richieste fittizie ai server che impediscono o rendono difficoltoso l'accesso a un sito internet.

Ma chi sono gli Anonymous? Si autodefiniscono una «legione» di «pirati etici» e sono diventati famosi grazie alle azioni a sostegno di Julian Assange (fondatore di Wikileaks).

I loro simboli sono la maschera di Guy Fawkes, cospiratore inglese del Seicento tornato alla fama con il fumetto «V per Vendetta», e un busto senza testa, che rappresenta un'organizzazione anonima, senza un leader.

Il loro motto è chiaro: «Noi siamo gli Anonymous. Noi siamo la legione. Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Aspettateci!». Chissà quale sarà il loro prossimo bersaglio.


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