DAL MONDO13:37 - 28 giugno 2011

Sentenza shock: nessun divieto ai minori per i videogiochi violenti

La sentenza della Corte Suprema fa discutere, ma non è dimostrato che i giochi violenti provocano danni ai giovani

di Flavia Parini
<p>Sentenza shock: nessun divieto ai minori per i videogiochi
violenti</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Non si può vietare la vendita o l'affitto di videogiochi violenti ai minorenni: è anticostituzionale. Ad affermarlo è stata la Corte Suprema degli Stati Uniti, che lunedì ha deciso di annullare la legge californiana che vietava la vendita di giochi violenti ai minori.

Emanata nel 2005 dall'allora governatore Arnold Schwarzenegger, la legge prevedeva multe fino a mille euro per chi vendeva o affittava videogiochi violenti ai minori di 18 anni. I giochi vietati, inoltre, dovevano essere segnalati con un'etichetta del genere di quella stampata sulle sigarette.

Dopo il 2005, altri nove Stati americani avevano seguito l'esempio della California, ma nessuna di queste leggi è mai stata messa in pratica. Le Corti d'Appello federali, infatti, le avevano bloccate a causa delle tante cause pendenti (i colossi dei videogiochi si erano immediatamente rivolti ai tribunali).

Ora, con un voto netto di 7 contro 2, i componenti della Corte Suprema hanno preso una decisione molto chiara: la legge californiana violava il primo emendamento della costituzione americana, che garantisce la libertà di espressione a tutti i cittadini, compresi i più piccoli.

«Anche se lo Stato detiene la facoltà legittima di proteggere i bambini - ha scritto il giudice Antonin Scalia nell'opinione di maggioranza della Corte -, questa non include il potere indiscriminato di censurare le idee alle quali i bambini possono essere esposti».

Anche perchè, come ha ricordato l'avvocato dei colossi del videogioco Paul Smith, «nessuno studio scientifico è mai riuscito a dimostrare che questi videogiochi violenti (si va dalle mutilazioni del corpo all'omicidio, dalla guerra allo stupro delle donne, ndr) producono danni psicologici o fisici nei minorenni».

«A differenza del materiale di natura sessuale - ha scritto ancora Scalia -, in America non c'è una tradizione che limita l'accesso dei bambini alla violenza, come dimostrano tante favole sanguinarie e crudeli, da Hansel e Gretel a Cerentola e Biancaneve che da sempre facciamo leggere ai nostri piccoli».

Ma Biancaneve è davvero paragonabile a un videogioco violento? Voi cosa ne pensate?


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RISULTATI
Paola 63 mesi fa

Tutto e' molto soggettivo, c'e il bambino atterrito dalla strega di Biancaneva e magari impassibile davanti un videogioco dove predominano lotte, mutilazioni ecc. e viceversa. Cmq. bisogna sempre vedere i tempi e i modi d'uso, sono gli eccessi che nn fanno mai bene.

Giovanna 63 mesi fa

Così il mondo non farà altro che peggiorare e le notizie di cronaca saranno sempre peggiori. Siamo alla frutta. Ma erano meglio i salutari frullati...

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