DAL MONDO13:30 - 06 luglio 2011

«In Siria crimini contro l'umanità». La denuncia di Amnesty

Il report dell'organizzazione parla di torture e morti in prigionia. Richiesta un'inchiesta dell'Onu

di Flavia Parini
<p>«In Siria crimini contro l'umanità». La denuncia di Amnesty</p>
PHOTO GETTY IMAGES

In Siria si stanno consumando dei crimini di guerra. A sostenerlo è Amnesty International, l'organizzazione mondiale per i diritti umani che in questi giorni ha compilato un rapporto dettagliato sugli scontri tra il regime di Bashar al Assad e gli oppositori.

Secondo Amnesty, nella città di Tall Kalakh, dallo scoppio della rivolta popolare contro il governo (era la metà di marzo) fino a oggi, le forze armate si sono rese colpevoli di arresti illegali, torture e abusi nei confronti della popolazione civile. Si registrano, inoltre, decine di persone morte in carcere.

«I racconti che abbiamo ascoltato dai testimoni di quanto è successo a Tall Kalakh - ha detto Philip Luther, vicedirettore di Amnesty per il Medio Oriente e il Nord Africa - mostrano un quadro sconvolgente di abusi sistematici e mirati per stroncare il dissenso. Riteniamo che questi siano crimini contro l'umanità perchè sembrano essere parte di un vasto e sistematico attacco alla popolazione civile».

Il rapporto dell'organizzazione internazionale cita il racconto di un ragazzo di 20 anni che ha trascorso un mese in carcere: per cinque giorni consecutivi è stato legato, appeso con le braccia al soffitto e tenuto in punta di piedi, con la corrente attaccata ai testicoli. Altre testimonianze raccontano di persone arrestate in ottime condizioni di salute, che sono poi uscite di prigione morte.

Voci e immagini di una repressione violenta vengono anche da altre città della Siria, non solo da Tall Kalakh, la cittadina scelta da Amnesty per il suo rapporto.

Lo scorso fine settimana, ad esempio, YouTube ha trasmesso le immagini di un video amatoriale in cui un uomo intento a fare delle riprese con una telecamera veniva ucciso da uno sparo. Il video, che sta facendo il giro della rete, sembra autentico e dimostrerebbe che le forze armate colpiscono civili disarmati.

Indimenticabili, inoltre, le immagini del cadavere di Hamza al Khatib, il ragazzo di 13 anni che le forze del regime hanno imprigionato, torturato per un mese e restituito alla famiglia orribilmente mutilato solo perchè durante una manifestazione urlava uno slogan contro Assad.

E chissà quante altre storie non conosciamo e quante non ne conosceremo mai. Per questo, tirando le conclusioni nel suo rapporto, Amnesty International chiede al Consiglio di Sicurezza dell'Onu di aprire un'inchiesta e di deferire la situazione alla Corte penale internazionale dell'Aja.


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
sweetelsa 63 mesi fa

tutto ciò mi sembra la storia dell'Italia.......anche noi abbiamo un dittatore che si chiama Berlusconi.....a volte mi chiedo quanti italiani sono stati mortificati quando lo hanno contestato?Perchè mai nessuno ne parla di ciò che succede nel nostro paese(L'Italia)......poi che dire di gente scomparsa nel nulla?Non esiste cosa più brutta della mancanza di democrazia.

Giovanna 63 mesi fa

che schifo l'animale uomo il peggiore tra tutti

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).