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«Nella due giorni del movimento di Siena, non abbiamo visto
andare in onda neanche un servizio che informasse
sull'evento. In compenso nell'edizione di domenica 10 luglio delle
13.30 abbiamo assistito alla corsa delle donne sui tacchi a
spillo». Così scrivono tredici giornaliste del
Tg1 in una lettera di protesta indirizzata al nuovo
direttore Rai, Lorenza Lei.
Al centro della discussione la decisione del Tg1 di non seguire
la cronaca del raduno dei comitati del movimento femminile
«Se non ora quando?» a Siena, evento che ha
visto la partecipazione di circa 2 mila donne.
Maria Luisa Busi, Tiziana
Ferrario, Alessandra Mancuso,
Maria Grazia Mazzola, Elisa
Anzaldo, Simona Sala, Giovanna
Rossiello, Donatella Scarnati,
Cinzia Fiorato, Emanuela Talani,
Lucia Duraccio, Karina Laterza e
Felicita Pistilli le firmatarie della lettera
aperta a Lorenza Lei.
«Egregio direttore - si legge - ci rivolgiamo a lei in
quanto primo direttore generale donna. La scelta del
silenzio della prima testata penalizza il diritto di tutte le donne
che pagano il canone a essere informate sugli eventi che le
coinvolgono e ci conferma nel convincimento che urge un
rinnovamento di mentalità per un'informazione più vicina
alla gente, ai problemi delle donne, dei giovani e dei soggetti più
deboli e penalizzati, auspicando che avvenga presto».
«Siamo giornaliste del Tg1 professioniste che, con vari ruoli e
storie diverse tra loro, da anni lavorano per informare i cittadini
(tutti) nello spirito del servizio pubblico. Siamo anche cittadine
e utenti e dobbiamo esprimere il nostro disagio nell'avere
assistito al silenzio di fronte al movimento delle donne radunate a
Siena (oltre 2 mila), un evento trasversale, con 200
comitati, registe, attrici, scrittrici, operaie, rappresentanti
sindacali, deputate di vario colore politico, che tutte insieme
hanno rivendicato il proprio diritto a costruire un paese
più equo, anche per donne».
«Dignità del lavoro, maternità, progressione di carriera,
precariato, immagine pubblica - hanno concluso le giornaliste -,
questi i temi che abbiamo visto rappresentati nella maggiori
testate, tranne la principale, il Tg1».